Bufale e disinformazione. Per colpa di chi?

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Il 2 marzo avevo pubblicato un articolo dal titolo “La propaganda elettorale su Amatrice pubblicando foto del 2017” dove avevo elencato alcuni precedenti dove criticavo l’uso scorretto delle foto per diffondere storie o presunte tali:

Alcuni esempi:

Negli articoli ho trattato le pubblicazioni scorrette di utenti e politici di diversi schieramenti, così come di testate giornalistiche e siti, siccome tutti colpevoli. Ora veniamo ad un fatto recente, quello di una testata giornalistica cartacea (c’è chi sostiene sia Repubblica) che ha pubblicato una foto errata per sostenere la storia degli “assalti ai CAF” per il reddito di cittadinanza proposto dal M5S (ne parlai qui):

Le code Uno dei Caf presi d’assalto per ottenere il reddito di cittadinanza

Durante la ricerca dell’originale ho riscontrato che la stessa foto è stata utilizzata il 10 marzo da Il Mattino:

Dall’articolo “Reddito di cittadinanza, occorrono 29 miliardi. Gli esperti: irrealizzabile”

La foto riguarda uno scatto effettuato in Piazza degli Artisti al Vomero a Napoli.

Fonte: Google Street View

La sua storia viene riportata nel 2009 dal Corriere del Mezzogiorno:

Non ti pago – Piazza degli Artisti al Vomero: gente in attesa di entrare nell’ufficio postale, bollette alla mano, mentre Totò urla da un manifesto «E io pago!». In questo caso però la volontà di versare soldi allo sportello e scappare c’è tutta. Ma la lunghissima, estenuante, fila fa venir voglia di andarsene brontolando «Non ti pago!» (ph. G. Capodanno)

Mi dispiace per chi si è domandato “dov’ero finito” di fronte a questo utilizzo scorretto della foto, ma riconosco che per certe persone riesce difficile comprendere che non mi occupo di debunking 24 ore su 24, 7 giorni su 7, inoltre non compro i giornali né cartacei né in formato digitale a meno che non debba verificare i loro contenuti se non pubblicati online. Non devo nemmeno scomodarmi più di tanto, visto quanto scritto da Arianna Ciccone di Valigiablu anche in merito ad un punto che difficilmente certi utenti comprenderanno:

La vicenda degli assalti ai Caf per richiedere i moduli per il reddito di cittadinanza, notizia appunto risultata falsa (non c’è stato nessun assalto, né code, né caos), ha fatto emergere chiaramente alcune dinamiche non solo mediatiche ma anche rispetto al modo in cui processiamo l’informazione che riceviamo.

Nel post di Valigia Blu abbiamo ricostruito, sentendo i sindacalisti e lo stesso giornalista del giornale locale che per primo ha pubblicato la notizia – anche lì esagerandone la portata -, che appunto la versione mediatica nazionale era falsa, una chiara distorsione dei fatti (una decina di casi di persone che chiedevano informazioni). Ma quel tipo di disinformazione si sposava perfettamente col pregiudizio di molti verso Sud fannullone e elettori 5 stelle idioti. Con un’altra più subdola forzatura figlia della strumentalizzazione politica: quelle persone sono cadute in trappola, una trappola tesa dai 5Stelle, sono state ingannate da Di Maio.

Altra narrazione che si è affiancata poco dopo a questa è che sia stato il PD a diffondere quella ‘fake news’ (nel nostro post chiariamo che dai fatti emersi fino ad ora non ci sono evidenze a sostegno di questa versione). Cosa che a sua volta ha incontrato il pregiudizio negativo di molti verso PD. Chi è stato “ferito” dalla prima versione ha trovato in questa seconda versione una sorta di riscatto, di compensazione emotiva e quindi vi ha aderito senza nemmeno pensarci due volte.

Voglio collegarmi alla questione del “noi” e degli “altri” di cui parlavo in un tweet proprio ieri:

Negli ultimi mesi ho notato sui social un aumento di atteggiamenti come rabbia, confusione, atti denigratori, scorrettezze, vendette, intimidazioni e imitazioni. Le bufale e la disinformazione li alimentano, ma considerati negativi se diffusi dagli “altri” e non dai “noi”.

Un tweet riferito a tutti e non ad una “parte“, ma non sono mancate le domande “Noi chi?” o alle insinuazioni di coloro che pretendevano che mi riferissi ad uno schieramento ben preciso e contrario al proprio. Ho comunque trovato molto curioso uno dei commenti:

Sig. Puente, non confonda sostenitori con esponenti o media, non faccia lo stesso errore di un renziano qualsiasi… esponente, sostenitore o media.

Il mio tweet era riferito ai comportamenti degli utenti, mentre non avevo fatto alcun riferimento su chi diffonde bufale o disinformazione. Si riferiva a questo? Probabile, un po’ inutile all’interno della discussione, ma ha toccato anche lui il problema riguardante il “noi” (“sostenitori“) e gli “altri” (“esponenti o media“).

In più di un’occasione ho criticato gli errori del giornalismo nostrano, così come anche quello internazionale dal quale a volte copiano (vedi Daily Mail), ma a diffondere bufale e disinformazione non sono soltanto loro. Politici, influencer, utenti comuni sono tutti “fonte” di informazione per qualcuno e creano comunque un danno. Da questi gli stessi giornalisti possono attingere per scrivere i loro articoli senza verificare, generando un circolo vizioso che danneggia tutti (ricordiamo quei giornalisti che hanno preso per vere le storie diffuse da siti bufalari). Chi diffonde bufale e disinformazione è colpevole, indifferentemente da chi sia (utente, sostenitore, influencer, esponente politico o media). Inutile che diate soltanto la colpa ad una parte senza considerare la vostra, negare il problema danneggia tutti.

No, non è un articolo di risposta agli utenti che ho citato in qualche modo, ai quali ho già risposto nei luoghi opportuni (sono consapevole che potrebbero dire il contrario, certa gente è fatta così). Questo pezzo è una spiegazione a chiunque voglia analizzare certi comportamenti con esempi pratici e concreti, per poi magari riscontrarli nella propria “parte” e stare attento a non cadere nel tranello (si spera).

Ah, nel frattempo vediamo anche la foto usata dall’Ansa per parlare delle buche per le strade di Roma con un pesce che saltella al suo interno:

La strana foto usata per l’articolo dell’Ansa

Verrebbe da ridere, anche perché la foto riguarda una galleria di immagini satiriche pubblicata il giorno prima:

La foto del pesce nella galleria delle immagini satiriche pubblicate dall’Ansa

Entrambe le immagini hanno come nome file “50dfb96140c37ea9c41e0e1f4d7cebf4.jpg” e sono state caricate lo stesso giorno (il 7 marzo):

http://www.ansa.it/webimages/img_640/2018/3/7/50dfb96140c37ea9c41e0e1f4d7cebf4.jpg

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2018/3/7/50dfb96140c37ea9c41e0e1f4d7cebf4.jpg

È probabile che il responsabile della selezione delle foto sul sito dell’Ansa abbia cercato nel database fotografico “buche Roma” ritrovandosi tra le ultime caricate quella del pesce, ma doveva rendersene conto. In questo modo ha solo alzato l’asticella della rabbia di certi utenti, mentre con altri può aver creato dispiacere e dubbio.

Per il resto non ci resta che… “per colpa di chi chi chi chi chichichirichi“.


Vi comunico che, in seguito ad alcuni fatti incresciosi, il legale è stato avvisato e partiranno alcune denunce.

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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