Nessuno ha manifestato per Pamela? Comunità Nigeriana assente?

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Mi segnalano un post Facebook del 10 marzo 2018 riguardante Pamela Mastropietro:

La mamma di Pamela a Quarto Grado
Manifestazioni per il senegalese ucciso
Nessuno ha manifestato per la figlia

La puntata del programma citato, Quarto Grado, è quella del 9 marzo 2018 dove la madre di Pamela dichiara al minuto 1:51:27 quanto segue:

In questo periodo, prima delle elezioni, e anche in questi altri giorni, ci sono state manifestazioni antifasciste, antirazziste. Ci fosse stato qualcuno che avesse fatto una manifestazione contro la disumanità di questi esseri. Ho visto la manifestazione che hanno fatti i senegalesi a Firenze, sinceramente incivili. La comunità nigeriana a Macerata cosa ha fatto, qualche manifestazione contro questi suoi connazionali? Almeno per stare vicino a noi familiari? No. Non l’hanno fatto. Nessuno l’ha fatto. Nè bianchi nè neri. Nessuno.

Riporterò alcuni fatti in ordine cronologico.

Il 4 febbraio 2018 un rappresentante della Comunità Nigeriana Macerata, Sammy Kunoun, aveva rilasciato un’intervista video ad Ansa Live. Ecco quanto riportato da Il Fatto Quotidiano lo stesso giorno riportando il video di Ansa:

“Avevamo organizzato un’iniziativa di solidarietà con la famiglia di Pamela. Ma abbiamo dovuto rinviarla, perché abbiamo paura”. Sammy Kunoun, della comunità nigeriana di Macerata e responsabile dell’associazione multiculturale Anolf, era presente al momento del raid razzista di Luca Traini, che sabato 3 febbraio ha ferito dei persone a colpi di pistola. “Abbiamo sentito gli spari, ma non ci abbiamo fatto troppo caso. Siamo andati in ufficio. Dopo 5 minuti mi chiama il titolare del bar di via Verdi e mi dice ‘Ci stanno ammazzando, ci stanno sparando addosso”

Nei giorni successivi a Macerata si era tenuta una manifestazione intitolata “Una luce per Pamela” dove la madre era presente:

La madre era stata ripresa anche durante l’incontro con Paolo Diop, maceratese di origine senegalese e rappresentante del Movimento Nazionale di Francesco Storace, con la quale avrebbe avuto il seguente dialogo:

L’abbraccio della mamma a un nigeriano: “Non sei tu che l’hai fatta a pezzi”. In occasione della fiaccolata andata in scena a Macerata in omaggio al ricordo di Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa e fatta a pezzi dopo essere fuggita dalla comunità Pars di Corridonia.

A Mattino 5 è stato mostrato il filmato dell’incontro tra i due: “Voglio chiedere scusa per tutto quello che le è stato fatto, non so se può servire, ma chiedo scusa a nome di tutta la mia comunità”, ha detto il ragazzo nigeriano ad Alessandra Verni. “Prego Dio che le violenze finiscano qua, che non ci sia altro sangue, dobbiamo unirci per la pace”, ha aggiunto.

“Io ti ringrazio e accetto le tue scuse – risponde la donna – ma non sei tu che hai fatto a pezzi mia figlia, non sei tu che devi scusarti o prenderti colpe di altri”. Poi l’appello alle diverse comunità di Macerata: “Spero che ora vi mettiate tutti assieme, voi di colore e voi bianchi, a sconfiggere la criminalità”.

Il 25 febbraio 2018 si evidenzia che la Comunità Nigeriana Macerata aveva organizzato, insieme ad altre realtà, una cerimonia di preghiera per Pamela:

Resta ancora confusione sui fatti avvenuti a Macerata. In un articolo del Fatto Quotidiano del 12 marzo 2018 la testata Il Giorno avrebbe diffuso la notizia secondo cui Innocent Oseghale sarebbe stato intercettato e avrebbe confessato di aver ucciso la ragazza, ma il procuratore Giovanni Giorgio della Procura di Macerata smentisce:

Innocent Oseghale, uno dei nigeriani arrestati per l’omicidio di Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa a Macerata e il cui cadavere è stato fatto a pezzi e messo in due trolley, avrebbe confessato il diletto. “Sono stato io e ho fatto tutto da solo“, queste le parole che, secondo Il Giorno, l’uomo avrebbe pronunciato in carcere. Oseghale viveva in via Spalato con una ragazza italiana, da cui ha avuto una bambina. Dopo il suo arresto, alla compagna, di nuovo incinta, è stato permesso di incontrare l’uomo in carcere a Marino del Tronto. Dalle intercettazioni dei loro colloqui, Oseghale avrebbe ammesso l’omicidio di Pamela e se ne sarebbe preso tutta la responsabilità, dichiarando di aver agito da solo. La Procura di Macerata, però, smentisce: secondo il procuratore Giovanni Giorgio, sono notizie “destituite di ogni fondamento“.

 

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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