Lo stupro non esalta solo gli stupratori, ma anche i “commentatori da bar” contro le donne

La storia in sintesi:

  • due ragazze americane hanno denunciato due carabinieri per aver abusato sessualmente di loro;
  • le due ragazze sono state sottoposte in ospedale all’alcooltest e al narcotest risultando positive;
  • gli esami eseguiti in ospedale confermano che le due ventenni hanno avuto rapporti sessuali;
  • le indagini confermano che i due carabinieri hanno accompagnato le due ragazze nella loro abitazione;
  • le indagini confermano che nell’androne fino all’appartamento delle due ragazze ci sono tracce biologiche compatibili con un rapporto sessuale;
  • uno dei carabinieri coinvolti ha confessato di aver fatto sesso con una delle ragazze americane, sostenendo che fosse consenziente e confermando il rapporto sessuale durante l’orario di servizio.

Una storia che ricorda quella del 2011, lo stupro del Quadraro all’interno della Questura, dove si parlava sempre di sesso consenziente e alcolici. Come spiega Il Giornale, il fatto che le due ragazze fossero ubriache o drogate peggiora la situazione dei due agenti:

Mercoledì notte, dopo il presunto stupro, le ragazze sono state portate all’ospedale di via Torregalli. Qui è stato attivato il codice rosa, il percorso predisposto nei casi di violenze su soggetti deboli, e le giovani sono state sottoposte all’alcooltest e al narcotest. Dal momento che sono risultate positive, qualora fosse confermata la violenza sessuale, la posizione dei militari si aggraverebbe pesantemente perché le ragazze sarebbero state in condizione di minorata difesa.

Questo articolo non volevo scriverlo, ma quando è troppo è troppo.

 

Il degrado

Giornalettismo ha pubblicato una raccolta dei commenti più assurdi, classici quando lo stupratore non è un immigrato: “la colpa è della donna“! Eccone alcuni:

Troppo facile però denunciare… Tutti conosciamo la facilità delle giovani studentesse americane ubriache… se nn reggete l acool prendete l acqua S.benedetto… Vaia Vaia Vaia… Prima scopano poi si pentono

Poi, veramente, il disagio nel leggere “pagate dalla Boldrini” è fortissimo (mentre è morta la punteggiatura):

Ma io andrei un po più a fondo che siano pagate dalla boldrini non direttamente questo lo dovranno scoprire gli investigatori e se poi sono stati loro pagheranno

Poi c’è il commento di Walter nel post pubblicato da Tiscali.it:

I due saranno stati anche un po ingenuotti, d’altra parte le barzellette sui carabinieri non nascono a caso, e certamente hanno commesso una serie di “leggerezze”, ma credo che le due “sante” abbiano messo molto del loro per aiutarli; poi, tutte le considerazioni sulla presunta soggezione psicologica, da cui un un’altrettanta situazione di inferiorità, lasciano davvero il tempo che trovano: due troie rimangono tali, sia da sobrie che da ubriache…..

Non è la prima volta che assistiamo a certe oscenità! Ricordate il caso romano del 2015 e i commenti dove si sosteneva la tesi “Queste ragazzine girano praticamente nude a 16 anni“:

“E sta ragazzina sola a mezzanotte per strada in una grande città che ci faceva.”

“di solito la notte in strada ci sono le lucciole”

C’era chi ha espresso la sua gioia nel vedere stuprata una donna perché “la pensa diversamente“:

“Finche si ammazzano e stuprano tra di loro a me sta bene”

“Gioia infinita”
“Bene bene, ma la risorsa e stata anche troppo gentlement”
“Come donna dico che non me ne può fregare di meno”

Non scordiamo chi si domanda, come il salviniano Saverio Siorini, quando verranno stuprate certe donne che non gradisce politicamente:

Il post del salviniano che si domanda quando verranno stuprate la Boldrini e le donne del PD

Ovviamente ci sono quelli che lo augurano e basta:

Un tweet rivolto contro una giornalista

Sinceramente, certi commenti mi fanno schifo quanto quello di Abid Jee:

«Lo stupro è un atto peggio, ma solo all’inizio, poi la donna diventa calma e si gode come un rapporto sessuale normale»

Ricordo il pensiero pubblicato da Articolo21 nel 2015:

Parlo di responsabilità per un motivo ben preciso. Alla notizia dello stupro, tra quelli che leggono solo il titolo e la vaghezza delle informazioni il dito è stato puntato su extracomunitari e clandestini. Tutti a solleticare gli istinti più bassi “via! mandiamoli a casa loro!”… peccato che, lo stupratore o presunto tale, fosse già a casa sua. Anzi, fosse un militare italiano. Uno di quelli che, in teoria, casa nostra la dovrebbe difendere. Non a caso è un dipendente del “Ministero della Difesa”.

Ed è lì che il concetto di responsabilità personale dà la sua ulteriore svirgolata, meschina fino all’ultimo. Basta scorrere i commenti sotto la notizia per rimanere schifati “era troppo tardi perché una ragazzina fosse fuori casa”, “si vestono troppo provocanti”, ” e se avesse voluto fare un’orgia?”, “ma come si vestono ‘stè zozzette” fino a un equo e disgustoso: “se l’è cercata, ma non è giusto”. Devo dire che il penultimo commento che ho citato è veramente il più nauseante.

Dunque è colpa della ragazza, è colpa delle donne che non sanno stare ancora al loro posto. Prima è l’extracomunitario che non si controlla perché inferiore e bestiale, non come “noi”. Ma poi quando è colpa nostra non lo è. E il nefando che abita il nostro animo riemerge incolpando una ragazzina tratta in inganno. Non solo le togliamo la sua ingenuità accusandola di essere la meretrice, ma le togliamo la dignità di essere donna e infine togliamo al termine “civile” il suo significato. Perché essere civile significa avere un rapporto con gli altri di convivenza umanizzata, che non esula da quello che scriviamo su facebook. Specchio indelebile dei nostri pensieri.

[Nota: in merito al caso di Roma del 2015 si parlerebbe di un finto poliziotto, ma concepito come tale dagli utenti]

 

Le bufale

Non sono mancate ovviamente le bufale, create da chi (ignoto al momento) letteralmente gode delle storie di stupro per o trollare (che schifo) o per dar manforte ad una delle due parti (che schifo). Eccone una trattata dai colleghi di Butac:

Queste sono le due turiste americane che hanno accusato due dei nostri bravi ragazzi in divisa di un crimine orrendo come lo stupro. Grazie Boldrini!

Questa foto circola online da anni e non c’è alcun riferimento che dimostri la loro identità. L’originale è stata pubblicata nel 2009 dal sito Lastnightsparty.com (trovate tutto nel mio precedente articolo).

Poi abbiamo la famosa “polizza assicurativa antistupro” che le testate giornalistiche hanno raccontato (ne ho parlato nel mio precedente articolo).

Il Giornale e l’articolo sull’assicurazione

Le due ragazze avevano un’assicurazione, ma stipulata dalla loro università per gli studenti in trasferta al fine di tutelarli in caso di infortuni, ma tra questi non è contemplato lo stupro. Non lo sapevano nemmeno, secondo quanto dichiarato dal loro avvocato Gabriele Zanobini:

Le ragazze non hanno nessuna assicurazione antistupro, ma soltanto una generica assicurazione che di prassi le università americane stipulano per i loro studenti che di recano all’estero -ha spiegato il legale-. E’ una polizza che riguarda il furto e le rapine e altri tipi di danni, ma loro neppure erano a conoscenza di questa cosa. Non lo sapevano proprio

Cosa ben diversa è la polizza assicurativa privata e stipulata negli Stati Uniti per 950 dollari, ma utile solo a coprire i costi come quelle del pronto soccorso, dell’eventuale degenza in ospedale, dei farmaci e delle eventuali cure mediche e psicologiche. Nessun premio assicurativo in denaro, solo copertura delle spese per le cure che possono ammontare a circa 6000 dollari:

Analysis of insurance providers’ payment patterns for 1355 incident events to female victims aged between 16 and 61 years revealed that victims remit, on average, 14% or $948 of the rape cost, whereas insurance providers pay 86% or $5789 of the total cost.

Resta il fatto che questa polizza antistupro non è quella stipulata dall’università per le due ragazze americane. Avendola non ci avrebbero lucrato alcunché.

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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