Sulla nave Diciotti ne sono uscite di ogni

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In merito al caso della nave Diciotti ne sono uscite di ogni. Una delle discussioni più accese è risultata l’intervista de “La Verità” al capitano Massimo Kothmeir, che in qualche modo ha racchiuso gran parte delle polemiche. La testata pubblica così il 24 agosto 2018:

«Quante panzane sulla mia nave Diciotti»

Parla Massimo Kothmeir il comandante della barca delle polemiche: «A bordo non avevamo bambini. Non c’è emergenza sanitaria, la situazione è più che soddisfacente, i migranti mangiano, stanno bene. E non hanno la sensazione di essere sequestrati dal governo».

Vengono posti i seguenti temi:

  • la presenza di bambini a bordo;
  • l’emergenza sanitaria a bordo;
  • la nutrizione dei migranti;
  • la sensazione di essere sequestrati dal governo.

Lo stesso giorno via Twitter riportano uno spezzone dell’intervista telefonica e il link al video completo:

Caso Diciotti, ascolta l’intervista esclusiva al capitano della nave: «Nessuna epidemia, situazione sotto controllo».

Qui il video con l’audio completo https://bit.ly/2P50SBv

 

La presenza dei bambini sulla Diciotti

Nel video completo dell’intervista, fornito a disposizione di tutti su Youtube da “La Verità“, sentiamo:

Fortunatamente non c’erano bambini, come in realtà invece ho visto scritto più volte sulle testate, perché i bambini che ci sono stati sono stati evacuati un quarto d’ora dopo averli imbarcati su questa nave nelle acque di Lampedusa, portati a terra per offrirgli tutta l’assistenza sanitaria e supporto necessario, tra l’altro in quel caso erano tutti e tre minori accompagnati dai genitori. I minori che abbiamo sbarcato invece ieri in tarda serata, ventisette venticinque ragazzi e due ragazze, sono scesi […]

Il capitano della Diciotti conferma quanto riportato in precedenza dalle testate il 18 e il 19 agosto: i bambini c’erano ed erano stati fatti sbarcare a Lampedusa. Poi specifica che i minorenni rimasti, non dei bambini, sono sbarcati. Il problema è proprio questo, il fatto che sono stati confusi forzatamente i minorenni con i bambini.

Le testate nei giorni scorsi titolavano e parlavano della presenza di bambini ancora a bordo, sbagliando. Possiamo fare degli esempi:

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Da Il Giornale, nell’articolo del 23 agosto, leggiamo che nonostante quanto riportato dal titolo non si parla propriamente di bambini:

Ad aggravare la situazione sono stati, peraltro, l’intervento della Procura dei minorenni di Catania che, in una lettera ai ministri dell’Interno e delle Infrastrutture, al Capo Dipartimento per le Libertà Civili e dell’Immigrazione e al Prefetto, chiedeva che «i minorenni non accompagnati fossero fatti sbarcare»

Nell’articolo del 22 agosto di Lettera43 leggiamo:

Secondo il procuratore della Repubblica dei minori di Catania, Caterina Ajello, a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera «sono stati elusi i diritti» dei minorenni non accompagnati. Per questa ragione, considerato quanto prevedono sia le convenzioni internazionali che le leggi italiane, i 29 ragazzini devono essere fatti sbarcare. In altre parole, la permanenza a bordo dei minori è contro la legge. Con Ajello si è schierato anche il procuratore d’Agrigento, che indaga sul caso Diciotti: «In base alle convenzioni internazionali e alla legge italiana, i 29 minori non accompagnati hanno il diritto di sbarcare», ha detto il magistrato, che ha fatto un sopralluogo sulla nave.

Più corretto, per fare un esempio, il titolo de “La Sicilia“:

Catania, i pm a Salvini e Toninelli: «Siano fatti sbarcare dalla Diciotti i 29 minori»

Decine di ragazzi eritrei, alcuni vittime di violenze e abusi nel proprio Paese, sono da giorni sulla nave Diciotti, ferma nel porto di Catania. E ora associazioni, il Garante per l’Infanzia e la stessa Procura per i minori di Catania si mobilitano affinché a quegli adolescenti, “a cui sono stati elusi i diritti», venga permesso di scendere. Per questo, tra i 177 migranti a bordo della nave della Guardia Costiera, sotto i riflettori in queste ore c’è soprattutto un gruppo di 29 minorenni.

La situazione “critica“, come ritenuta in precedenza dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, si potrebbe ritenere dunque ridotta nelle sue dimensioni.

Perché parlavano di bambini? Le testate citate negli articoli dal 22 agosto riportano le frasi pronunciate lo stesso giorno da Matteo Salvini durante una diretta video via Facebook:

Ci sono a bordo di quella nave 29 bambini? Scendano!

Salvini segue la scia delle polemiche nei suoi confronti, come leggiamo nelle parole del senatore Edoardo Patriarca del PD riportate da AGI il 19 agosto:

Per il senatore del Pd Edoardo Patriarca, “riportare i migranti della Diciotti in Libia come vorrebbe Salvini sarebbe un vero respingimento”. “A bordo di quella nave ci sono donne e bambini, il governo non può voltarsi dall’altra parte”, ha aggiunto.

Quanti anni hanno questi minorenni fatti sbarcare dopo l’ok di Salvini? Come riportato da SkyTG24 nel servizio delle 14:00 del 24 agosto, si parte dai 14 ai 17 anni di età. Nello stesso servizio, tuttavia, la presentatrice ripete la parola “bambini“. Di certo non possiamo ritenere “bambino” un ragazzo o una ragazza di 16 o 17 anni, ma quanti di voi definiscono “bambino” un ragazzo di 14 anni? Potrei definirlo “ragazzo“, ma ognuno di voi ha una sensibilità diversa e qualcuno di voi potrebbe definirlo ancora “bambino“.

Le testate, che dovrebbero essere consapevoli della differenza, hanno titolato e fatto intendere una versione anziché riportare quella corretta già nota invece di seguire i politici.

 

L’emergenza sanitaria e igienica

Prima di procedere dobbiamo precisare alcune cose. I migranti inizialmente erano di più, ma alcuni erano già sbarcati a Lampedusa (oltre ai bambini) per ricevere cure in merito a evidenti problemi di carattere sanitario:

I migranti soccorsi erano all’inizio 190, ma 13 di loro, tra cui alcuni bambini e una donna che avrebbe subito violenze in Libia, sono stati trasferiti nel poliambulatorio di Lampedusa perché bisognose di cure. Tra i 177 rimasti a bordo, ci sarebbero 11 donne e alcuni minori.

Il Giornale, il 19 agosto, riporta molti più dettagli:

La nave della guardia costiera italiana la notte tra mercoledì e giovedì ha soccorso un barcone con 190 migranti a bordo e con il motore in avaria. Il comando italiano si è attivato immediatamente per far sbarcare 13 persone per ragioni sanitarie, lasciandone 177 a bordo. La situazione tra i naufraghi era drammatica. Sette persone necessitavano di soccorso medico urgente e sono state evacuate (nel caso dei minori, assieme ai familiari). Di questi, tre bambini sono affetti da scabbia, una donna ha avuto un aborto spontaneo, un uomo ha la linfedema, un altro ha forti dolori addominali e un altro ancora è in stato di collasso.

Ecco quanto dichiarato nel video di “La Verità” dal capitano della Diciotti:

E da un punto di vista della tutela sanitaria si, purtroppo la questione della scabbia è vera, esiste, esiste in tutti questi tipi di sbarchi ma perché si tratta di una vulnerabilità che si palesa già durante il viaggio che loro fanno nelle terre per poi trovare imbarco, dovuta per lo più a carenze di tipo igienico. Però a bordo sono i medici del Cisom somministrano specifici farmaci e pomate che sono in grado non solo di stabilizzare ma addirittura, come si è verificato anche a bordo da noi, di far regredire quei casi che invece nell’immediatezza [non si comprende]. Quindi, le ripeto, la situazione è monitorata. È una situazione che una volta a terra verrà anche presa in carico dalla Sanità, dagli organismi sanitari terrestri, ma non desta alcun tipo di preoccupazione.

Alcune foto del parlamentare Riccardo Magi:

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Dai media si è appreso che c’erano dei casi di scabbia, una malattia che al solo sentirla associata ai migranti fa saltare sulla sedia lo xenofobo di turno (in stile Voxnews), ma come ben riporta il capitano è una situazione normale in questi casi. C’è da dire che la Diciotti non è una nave da crociera, come ricorda la psicologa di Intersos Federica Montisanti a Radio Capital, e vi sarebbero 2 soli bagni per i 150 migranti ancora a bordo:

Ci sono solo due gabinetti per 150 persone, tra cui anche donne, organizzando meritoriamente dei turni, l’equipaggio è riuscito a far fare in sette giorni una doccia ciascuno.

Hanno messo in piedi una sorta di doccia con una specie di tenda con dell’acqua, i migranti dormono sul ponte sotto un tendone: sono condizioni precarie e degradanti per le persone. Al di là della vasta opera meritoria che sta facendo l’equipaggio, non riesce a soddisfare le necessità minimali dei migranti.

Il 25 agosto 2018, dopo l’intervista a “La Verità“, il capitano della Diciotti richiede un’ispezione sanitaria, effettuata dagli ispettori del Ministero della Salute, dall’USmaff e dalla Croce Rossa. In un video di Askanews viene intervistato Stefano Principato, presidente della Croce Rossa Italiana provincia di Catania:

“Più che di emergenza sanitaria sarebbe meglio parlare di emergenza psicologica – ha sopttolineato – L’ispezione è stata attivata su richiesta del ministro della Sanità che ha chiesto un controllo sanitario. Ci sono alcuni casi di scabbia e altre patologie diagnosticate, ma sono trattate bene anche perché a bordo della Diciotti c è del personale qualificato. Come Croce Rossa abbiamo fornito kit igienici, felpe, pantaloni e materassini. La nostra presenza sul Molo è a titolo precauzionale”

Lo stesso giorno l’ufficio di Sanità marittima di Catania aveva ordinato lo sbarco immediato di 11 donne e 5 uomini. Per due di questi si sospetta abbiano la tubercolosi, Il Fatto ne cita 3:

La giornata al porto di Catania si era aperta con la una visita degli ispettori del ministero della Salute a bordo della Diciotti. I medici avevano ordinato lo sbarco di 11 donne e 6 uomini, di cui 3 con sospetta tubercolosi e due affetti da polmonite. Tutte le donne per le quali è stato ordinato il trasferimento in ospedale, hanno accertato i medici, sono state violentate nei centri dei trafficanti umani.

Non mi risulta che operatori o politici abbiano criticato l’operato del capitano e dell’equipaggio, piuttosto hanno riservato loro molte lodi per la professionalità e l’umanità dimostrata nei confronti dei migranti a bordo.

 

La metà dei migranti della Diciotti sono sieropositivi?

Via Twitter, ma anche via Facebook, si era diffusa la teoria secondo cui il 50% dei migranti a bordo della Diciotti sono sieropositivi. La fonte? Per qualcuno bastava averle “lette su Twitter“:

Giank-deR: “Leggo che il 50% di clandestini della Diciotti sono sieropositivi. Su questo “particolare” l’informazione buonista ha sempre sorvolato come sulle altre malattie infettive. Reticenza colpevole nei confronti degli italiani. Eviterebbero di scriverlo per non allarmare. Gaglioffi

Alessandra: “Fonte please…

Giank-deR: “Un post su twitter, te lo puoi cercare comodamente anche tu. Una cosa vorrei sottolineare. Una semplice visita medica non può dire se si è o no sieropositivi. Io naturalmente mi auguro che tutti i migranti che arrivano stiano bene per la loro e la nostra salute

I tweet sopra riportati risalgono al 29 agosto, ma già il 23 circolava e

150 migranti con la scabbia sul Diciotti ed il 50% del totale degli arrivati sono sieropositivi. Dati che si commentano da soli.

Il tutto sulla base delle fonti mancanti.

 

I migranti della Diciotti con cellulari, catenine e cuffie

Pubblicata da Ansa, questa foto è diventata il nuovo strumento per attaccare i migranti della Diciotti:

La foto dei migranti con catene al collo, cuffie e cellulari al centro ‘Mondo migliore’ a Rocca di Papa – Foto Claudio Peri

Ecco come è stata commentata da Gino Tornusciolo:

Ecco a voi i sedicenti profughi, fuggiti dalla guerra e dalle torture in Libia arrivati con la nave Diciotti. Arrivati in Italia con vistose collane d’oro, cuffie Wi-Fi e mani più curate […]

La foto è stata scattata da fuori il centro “Mondo migliore” a Rocca di Papa, dove sono stati portati parte dei migranti che erano a bordo della Diciotti. I ragazzi ritratti sono proprio loro? Lo danno per certo, forse perché son di colore come gli altri e perché sono ospitati all’interno del centro dove non sono soli. La presenza media di ospiti al suo interno è di 400 persone (dalla Diciotti erano giunti 100) su 600 posti a disposizione.

L’autore delle foto, Claudio Peri, ha risposto dalla sua pagina Facebook alla domanda di Lucia in merito alla foto spiegando che non erano i migranti della Diciotti:

Lucia: “Scusa…dicono che tu sei il fotografo che ha fotografato quei neri con telefonini e cuffiette nel servizio sull’arrivo dei migranti della Diciotti. A me quelli non sembrano gli eritrei. Mi sembrano neri che fotografano e basta. Quelli sono gli eirtrei? Erano dietro un cespuglio a fotografare la gente che li fotografava?

Claudio Peri: “La realtà è come la vedi nelle foto: sono gli ospiti della struttura, che non c’entrano nulla col gruppo della “Diciotti” ed erano dietro la recinzione del Centro Accoglienza “Mondo Migliore”. Io ero lì a documentare la situazione.

 

Il video e le danze a ritmo di Waka Waka di Shakira

L’utente “Laura” (@laurarossiverdi) il 25 agosto 2018 condivide via Twitter un video (successivamente rimosso) che venne diffuso in quei giorni per sostenere che i nuovi arrivati a Catania festeggiavano durante il viaggio a ritmo di Waka Waka di Shakira (quello era l’audio che si sentiva nel video):

“Girato sulla nave diciotti mentre navigava verso Catania.VERGOGNOSO”, scrive “Laura”

Qualcosa non andava e per due motivi:

  1. il numero dei presenti a bordo;
  2. il “portellone” in fondo non combaciava con l’attuale presente nella Diciotti.
Il particolare contrastante, con il “ponte” scuro nelle foto attuali e bianco nel video

Il video era circolato proprio in concomitanza con il recente arrivo a Catania, a diffonderlo sarebbe stato un utente Facebook di nome “Purgatorius” (account rimosso). La stessa Guardia Costiera per voce di Nicastro Cosimo, responsabile delle relazioni esterne, smentisce la ricostruzione diffusa e spiega che i fatti risalgono ad una missione del 2017:

“I 177 migranti a bordo della Diciotti non hanno mai ballato il ‘Waka Waka’”. La secca smentita arriva dal capitano Cosimo Nicastro, responsabile delle relazioni esterne della Guardia Costiera. “Il video si riferisce a una missione del 2017, sempre a bordo della Diciotti”.

Sempre lo stesso Nicastro Cosimo esprime dubbi sul tipo di musica trasmesso, ma non smentisce l’utilizzo per “stemperare il clima“:

Il portavoce della Guardia Costiera esprime forti dubbi anche sul montaggio dell’audio con la canzone ‘Waka Waka’ anche se dichiara che per “stemperare il clima, soprattutto in lunghi trasbordi, dalle casse a volte viene trasmessa della musica”.

 

La vicenda degli “scheletrini”

Nel video non viene specificato chi ne abbia parlato, mentre nell’intervista si. Ecco la frase che precede nell’intervista scritta la risposta del capitano:

È un sollievo, perché in queste ore un’operatrice dell’Ong Terre des hommes ha detto: «Abbiamo accolto 27 scheletrini, il più magro sarà stato un po’ più basso di me e sarà pesato una trentina di chili, la gamba con lo stesso diametro del mio polso. Uno non riusciva a camminare perché era pieno di dolori».

In data 23 agosto 2018 sul sito di Terredeshommes.it leggiamo:

Riceviamo da una nostra operatrice presente allo sbarco dei minori ieri sera al porto di Catania questa nota, che volentieri pubblichiamo:

“Ho trascorso nei centri di accoglienza per minori stranieri un po’ meno di 1000 giorni della mia vita negli ultimi quattro anni. Amo il mio lavoro e sono felice perché mi permette di avviare uno scambio, di entrare in relazione, di creare uno spazio di cura, di scoprire cose di sé e dell’altro.

Ieri però non sono stata così felice di presenziare a questo sbarco autorizzato su Facebook alle ore 18 circa. Vedendo quel video ho allertato i colleghi e mi sono messa la t-shirt bianca d’ordinanza, quella di Terre des Hommes, ancor prima di essere allertata.

Abbiamo accolto 27 scheletrini, il più magro sarà stato un po’ più basso di me e sarà pesato una trentina di chili, la gamba con lo stesso diametro del mio polso. Abbiamo accolto 27 scheletrini, uno era tutto e solo orecchie. Abbiamo accolto 27 scheletrini, uno non riusciva a camminare perché era pieno di dolori. Abbiamo accolto 27 scheletrini, tre avevano delle bende lerce al polso, al piede e al braccio sparato. Abbiamo accolto 27 scheletrini, comprese due splendide fanciulle.

Ecco la domanda dell’intervistatore, Adriano Scianca, e la risposta del capitano della Diciotti nel video de “La Verità“:

Scianca: “Rispetto ai minori che sono scesi, alcuni volontari hanno parlato di scheletrini, di persone molto deperite, mi sembra di capire che però…”

Kothmeir: “Allora, chiaramente, intanto penso che sia stato divulgato ormai a chiare lettere, la maggior parte della popolazione ospite in questa occasione è di origine eritrea, quindi si tratta già di persone che naturalmente per costituzione sono più snelle rispetto ad altre etnie, alcuni di questi sicuramente nel transfert che è avvenuto nel continente africano, sul quale non mi sento di esprimere perché ognuno di loro purtroppo racconta una storia diversa, ma dal momento in cui sono saliti a bordo non solo abbiamo erogato un protocollo nutrizionale approvato che prevede la somministrazione di tre nei primi giorni che aumenta a quattro [pasti], ma alla fine siamo arrivati anche per organizzazione interna per ottimizzare questo tipo di produzione gastronomica, che chiaramente impegna il personale di cucina a bordo 24 ore su 24, siamo arrivati al punto in cui praticamente abbiamo noi come equipaggio omologato la nostra aspettativa sui pasti preparati per i migranti.

Anche una persona proveniente dall’Eritrea, seppur di costituzione snella, può essere denutrita (non c’erano solo eritrei). Il capitano certamente specifica questa definizione del popolo eritreo, ma non nega che vi siano persone denutrite specificando che ognuno ha una storia diversa e ricorda che alcuni di loro hanno vissuto un viaggio nel continente africano che non è per nulla facile anche in termini nutrizionali.

Nell’intervista testuale Scianca riporta di conseguenza la frase “Alcuni di questi hanno sicuramente sofferto al momento del viaggio“, mentre poco dopo chiariscono che si sono adoperati per fornire e garantire loro l’assistenza dovuta con 3 o 4 pasti al giorno. Sulla nave sicuramente non mancava il sostegno da questo punto di vista, ma tale sostegno in pochi giorni non migliorano l’aspetto fisico di chi potrebbe essere effettivamente denutrito e “pelle e ossa“. Non si può dire nemmeno che lo erano tutti, andrebbero presi caso per caso.

Per concludere, in merito all’intervista pubblicata da “La Verità” segnalo l’articolo di Nextquotidiano che parla nello specifico dell’intervistatore.

 

Considerazioni

Questo clima d’odio è eccessivo, ma vi è anche un estremismo nel generalizzare ed etichettare ogni singolo migrante come delinquente a priori. Nessuno dei commentatori con la bava alla bocca conosce le singole storie delle persone a bordo, ma sono già pronti a giudicarli solo per essersi permessi di aver intrapreso il viaggio. Basta che uno commetta un errore e tutti vengono criminalizzati. Questa è la narrativa dilagante degli avvelenatori di pozzi, i quali poi si nascondono dietro la scusa del presunto “legittimo dubbio” e del voler “informare“.

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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