Il Network a costo zero, la fake news del Movimento 5 Stelle

Leggendo ciò che è stato scritto da testate, siti, giornalisti, politici, esperti, utenti e via dicendo sulla questione Fake News. Tirano acqua al proprio mulino, alcuni attraverso ulteriori Fake News. Tutti vogliono vincere, ma stanno perdendo tutti.

Il problema delle Fake News e della disinformazione è reale, non mi stancherò di dirlo e mi dispiace che qualcuno per convenienza o ideologia cerchi addirittura di far abbassare la guardia, ma di questo tema me ne occuperò in un’altra occasione (a breve) perché devo tornare a parlare dell’articolo del New York Times e della mia ricerca pubblicata ieri in merito alla rete di siti internet pro M5S e pro Lega/Salvini, non sui contenuti ma sulle reazioni che hanno scatenato.

Che ci sia stata una collaborazione stretta tra l’operato di Marco Mignogna e Luca Morisi lo conferma lo stesso “guru” del web di Matteo Salvini, sostenere che vi sia stato un rapporto simile con la Casaleggio o con qualche parlamentare del Movimento 5 Stelle senza avere una prova evidente è fuori luogo. Non è in dubbio, invece, che l’opera sia stata favorevole a sostenere le idee e delle posizioni politiche, anche se per qualcuno è difficile ammetterlo.

Una reazione in particolare mi ha lasciato perplesso, e non poco. Mi riferisco al comunicato stampa del Movimento 5 Stelle pubblicato sul “Blog delle Stelle/Beppegrillo.it” ieri alle 10:27 dove leggiamo quanto segue:

La pagina Facebook di Beppe Grillo ha quasi 2 milioni di like, quella di Di Battista 1.300.000, quella di Di Maio 1.100.000, quella del MoVimento 5 Stelle 1.099.000, quella di Virginia Raggi 830.000, quella di Paola Taverna 415.000, quella di Roberto Fico 223.000, quella di Nicola Morra 208.000, quella di MoVimento 5 Stelle Camera 197.000, […]

Il network del MoVimento 5 Stelle è enorme, trasparente e a costo zero perché è fatto dai suoi stessi portavoce.

Mi era sorta qualche domanda e sono andato a leggermi i documenti forniti da “Tirendiconto.it“, il sito della trasparenza finanziaria del M5S in Parlamento che più di qualcuno degli attivisti e votanti dovrebbe leggere con attenzione anziché vedere soltanto i “titoli“. Loro stessi forniscono dei file “zippati” contenenti diversi documenti riguardanti gli esercizi degli anni di attività parlamentare presso Senato e Camera dei Deputati, ed è proprio su quest’ultima che vorrei soffermarmi.

L’elenco dei documenti scaricabili da Tirendiconto.it

A partire dal 2014 è presente un elenco dove viene riportato per sette volte nelle voci relative alle fatture la causale “consul. comunicazione-web” (nel documento “6 Elenco disposizioni bonifico anno 2014.pdf“) che insieme ad altre consulenze arrivano a cifre da 11 mila a 15 mila euro.

A pagina 2 del documento relativo all’esercizio 2014 leggiamo la voce “consul. comunicazione-web

Nel 2015 compare per ben 12 volte, ma da settembre troviamo singoli bonifici con causale “saldo fatt. n. xx del xx/xx/15 cons.za com.ne/web” per un totale di 10.004,00€ l’uno.

I bonifici unici per la consulenza comunicazione/web da settembre 2015

Nel 2016 cambia qualcosa, dove compare per 12 volte singolarmente per un totale di 14.640,00€ a bonifico:

I bonifici da 14 mila euro al mese per la consulenza comunicazione/web

Nel file zippato relativo agli esercizi del 2016 troviamo anche il file “3 Relazione sulla gestione del Tesoriere 2016.pdf” dove leggiamo:

Con riferimento alle consulenze esterne di supporto all’ufficio comunicazione, viceversa, si è scelto di aumentare lo stanziamento ad esse destinato, incrementandolo del 22% rispetto all’esercizio precedente; tale decisione si è resa necessaria al fine di migliorare ed accrescere la comunicazione all’esterno dell’attività del Gruppo, aspetto fondamentale nel rapporto con i cittadini e sul quale si è deciso di intervenire più efficacemente.
In modo particolare è stato consolidato ed ampliato il progetto affidato alla Web Side Story, che si occupa più strettamente dell’organizzazione e della campagna di comunicazione esterna dell’attività parlamentare del Gruppo attraverso i social-media come Facebook, Twitter, Instagram, Telegram, etc.

Si cita una società, la Web Side Story, che dal suo sito non nasconde affatto la collaborazione:

La collaborazione con il Gruppo Parlamentare alla Camera del Movimento 5 Stelle va avanti da tre anni ed è un work in progress congiunto, in cui giorno per giorno superiamo il classico rapporto cliente-fornitore per creare un unico team, concentrato e coeso, focalizzato sulla comunicazione digitale di iniziative, proposte, campagne e operazioni di coinvolgimento dei cittadini.
Siamo partiti occupandoci del social content ma da subito abbiamo capito che l’esigenza era più ampia: lavorando a strettissimo contatto con l’ufficio comunicazione del Gruppo e gli stessi parlamentari, abbiamo costruito un linguaggio visuale per definire la comunicazione e rafforzare il brand. Siamo di supporto ad eventi e campagne con inbound strategies che ne seguono l’evoluzione passo passo (Fuoridalleuro, Microcredito, #IODICONO ecc). Il nostro contributo al Gruppo Parlamentare si snoda quotidianamente ed è ormai una simbiosi. Le soddisfazioni sono molteplici: dai meme che raggiungono milioni di persone ai feedback degli utenti, sino al sentirsi parte attiva di una think tank operosa e attenta, davvero diversa da tutto il resto.

Sostenere che il network riportato nel comunicato del Movimento 5 Stelle sia a “costo zero“, lasciatemelo dire, è alquanto strano una volta consultati questi documenti da loro forniti. Come definirebbero in questo caso tale comunicazione se non fossero stati loro a farla ma un avversario politico?

Per carità, non ci vedo alcuno scandalo nel pagare una società per la propria comunicazione politica, la stessa cosa avveniva già prima tra la Casaleggio e l’Italia dei Valori e il lavoro va pagato (di certo non lavoravamo gratis per Di Pietro). Di sicuro si parla di soldi pubblici, nonostante vi furono dichiarazioni del tipo “Abbiamo rinunciato al 100% al finanziamento pubblico, neanche un euro abbiamo preso di finanziamento pubblico” analizzati da siti come “Pagella Politica“.

Di questa storia ne parlano anche in un libro intitolato “Supernova“, (Supernova5stelle.it) di Marco Canestrari (ex dipendente della Casaleggio Associati) e Nicola Biondo (già capo del’ufficio comunicazione M5S alla Camera), i quali sostengono, inoltre, che Luigi Di Maio abbia spesso 100mila euro in meno di tre anni (basandosi sul rendiconto dei parlamentari) per eventi sul territorio raccogliendo anche una voce dall’interno della leadership parlamentare sull’utilizzo dei fondi parlamentari.

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall’età di 7 anni. Laureato presso l’Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.

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