Giornalista confessa “nascondiamo i crimini degli immigrati”? La Voce del Trentino e il copia incolla

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[Vi invito a leggere l’articolo “Stupri e immigrati: ecco cosa dicono i dati Istat e del Viminale“]

Mi segnalano un articolo pubblicato il 18 settembre 2017 su La Voce del Trentino dal titolo “Giornalista confessa: «nascondiamo i crimini degli immigrati, gli italiani non devono sapere»“, il quale mantiene al momento oltre 6 mila condivisioni Facebook. Dando una letta veloce noto una cosa molto particolare:

L’elemento curioso all’interno dell’articolo

Quell’immagine non mi è nuova, l’ho vista altrove nonostante sia stata caricata a settembre 2017 nel server ospitante il sito de La Voce del Trentino. Si tratta, infatti, dell’icona del falso servizio di “fact checking” di Voxnews di cui avevo parlato in un precedente articolo. Non solo, l’intero testo pubblicato su La Voce del Trentino è un palese copia incolla dell’articolo di Voxnews del 4 agosto dal titolo “leggermente” diverso: “Giornalista confessa: “Nascondiamo i crimini degli immigrati, la gente non deve sapere”“. Evidentemente il copia incolla doveva essere preciso tanto da riportare la stessa immagine presente nell’articolo di quella fogna del web chiamata Voxnews.

La fonte di tutta questa vicenda è l’articolo del 31 luglio 2017 dal titolo “La violenza contro le donne è sempre violenza, che la compia un italiano o uno straniero” (con oltre 5 mila condivisioni) dell’autrice e blogger Lorella Zanardo, il quale inizia in questo modo:

Una donna è stata violentata e picchiata brutalmente in Puglia qualche giorno fa. La donna versa in gravi condizioni in ospedale. Da più parti mi viene consigliato di non diffondere questa notizia: perché?

Contrariamente a quanto accade solitamente, quando cioè le notizie che riguardano stalking e violenze vengono commentate e diffuse sui social network da molte donne e anche uomini, in questo caso la notizia è stata riportata solo da qualche quotidiano e diffusa pochissimo.

Siamo già di fronte ad una contraddizione evidente, siccome a diffondere la notizia è stato il giorno prima lo stesso Il Fatto Quotidiano che la ospita come blogger e lei stessa lo linka nel suo pezzo. Sempre il giorno prima ne hanno parlato anche questi quotidiani:

Bastava fare una ricerca Google per trovarli tutti.

Insomma, che lei la diffonda ulteriormente o meno poco cambia, il giorno prima del suo articolo era già una storia di dominio pubblico e largamente diffusa (il suo ha superato le 5 mila condivisioni contro le 7 mila di TGcom24).

In seguito scrive:

Anni fa partecipai a Milano a un incontro contro la violenza organizzato da un’importante organizzazione che di violenza si occupava. Si trattava dell’omicidio di una donna a Roma da parte di un cittadino rumeno. Con mio grandissimo stupore e rabbia, tutta la riunione fu spesa, ed eravamo solo donne, a valutare se fosse meglio diffondere o no la notizia perché trattavasi di cittadino dell’est europa e non si voleva incentivare il razzismo. Solo poche parole furono pronunciate a memoria della vittima.

Ricapitoliamo:

  • la Zanardo parla della sua esperienza durante un incontro e un consiglio da parte di un imprecisato soggetto, ma la notizia dell’episodio da cui trae spunto per l’articolo riguarda un’altra storia che venne ampiamente trattata;
  • la Zanardo viene citata da Voxnews come giornalista, ma non la trovo nell’elenco degli iscritti all’Ordine dei Giornalisti aggiornati in data 27 giugno 2017;
  • Voxnews non effettua un vero e proprio “fact checking”, non gli interessa;
  • l’autore dell’articolo de La Voce del Trentino, Andrea Tumiotto, non lo trovo nell’elenco degli iscritti all’Ordine dei Giornalisti aggiornati in data 27 giugno 2017;

Tre articoli che parlano di giornalismo e scritti da persone che non risultano nell’elenco, soprattutto lo xenofobo pervertito di Voxnews che trae i contenuti del suo sito proprio dal lavoro dei giornalisti e delle testate giornalistiche che secondo lui vorrebbero “nascondere cose“.

[Vi invito a leggere l’articolo “Stupri e immigrati: ecco cosa dicono i dati Istat e del Viminale“]

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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