La frase di Carmen Di Genio sugli africani e gli stupri. La disinformazione di chi si è fermato all’immagine e altro ancora

[Ho cambiato il titolo, che riportava la frase incriminata, per spiegare cercare di spiegare meglio ad “entrambi gli schieramenti” che non hanno compreso il problema]

Circola un’immagine che ritrae l’avvocato Carmen Di Genio (Comitato Pari Opportunità Corte d’Appello di Salerno) e un suo intervento al convegno nazionale sulla sicurezza e legalità del 13 settembre a Salerno:

«Non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare; probabilmente lui non conosce questa regola»

Ecco uno dei post Facebook che ha condiviso l’immagine, ne riporto le critiche:

Io sono sotto shock… è incredibile l’apatia e la rinuncia al buon senso. Nessuno che sia intervenuto per dire “ma cosa sta dicendo”…. la cosa è disarmante e preoccupante allo stesso tempo.
Considerate che abbiamo dei comitati, a cui partecipa anche David Parenzo che vorrebbero addirittura che un africano appena mette piede in italia, chiunque esso sia, diventi italiano.
E poi dite che non esistono le scie chimiche… io comincio ad avere dei dubbi perchè altrimenti non si spiega questa follia diffusa e l’abdicazione totale al buon senso, una resa totale.
FATE GIRATE GRAZIE
ps. per chi non ci crede c’è il video integrale. Io l’ho ascoltato diverse volte, non volevo crederci.

[Aggiunta sabato 16 alle ore 11:46] Potete leggere anche questo post del leghista Stefano Borghesi:

+++ DICHIARAZIONI SHOCK +++
“NON POSSIAMO PRETENDERE CHE GLI AFRICANI SAPPIANO CHE VIOLENTARE È SBAGLIATO”
Sembra una barzelletta, invece lo hanno detto davvero.. Questa donna GIUSTIFICA GLI STUPRI COMPIUTI DAGLI IMMIGRATI perché (a detta sua) GLI AFRICANI NON SANNO CHE VIOLENTARE È SBAGLIATO. Anzi, siamo noi a pretendere troppo !!!
Roba da matti..
La signora è Carmen Di Genio, del Comitato Pari Opportunità Corte d’Appello di Salerno, intervenuta il 13 settembre, al convegno nazionale sulla sicurezza e legalità organizzato dall’Associazione Street Kali, dalla Federazione Italiana Krav Maga e da Servizi Sicurezza Italia.

 

Orde di condivisioni per queste parole riportate nell’immagine, parole che io stesso non condivido e lo spiegherò in seguito. Tuttavia, ecco il video dell’intervento completo seguito dalla trascrizione (l’audio è pessimo, ma si comprende il senso):

Allora noi o andiamo ad aiutarli loro nei loro territori e li lasciamo li, oppure se noi li accogliamo li dobbiamo necessariamente integrare, li dobbiamo educare alla nostra legalità. Qua dobbiamo fare al massimo mente locale, non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare una persona, perché lui probabilmente non lo sa nemmeno, non lo sa proprio. Allora noi questi extracomunitari li dobbiamo educare alle nostre regole, dobbiamo applicare il principio di legalità che è l’unica cosa che ci può aiutare a combattere anche il terrorismo, perché noi educandoli alle nostre regole e non ghetizzandoli come stiamo attualmente facendo, perché sbarcano e io non so come sono questi cittadini…. […] non possiamo accoglierli e ghettizzarli, li dobbiamo integrare nella nostra società oppure non li dobbiamo accogliere.

Non vado oltre, l’audio è pessimo, ma basta per evidenziare il perché le persone non si sono indignate alla fine della frase riportata nell’immagine. Non vi è alcuna resa e rinuncia al buon senso, l’avvocato Carmen Di Genio insiste nel doverli educare alle regole del nostro Paese e conservare il principio di legalità.

Ora posso criticare quanto ha detto nella frase riportata nell’immagine. Sono d’accordo sul fatto che ogni persona che si trasferisce in un altro Paese debba rispettarne le leggi, è sacrosanto e vale per tutti, ma trovo osceno il ragionamento iniziale dove si fa intendere che in Africa si possa stuprare liberamente nelle spiagge o che non vi siano leggi che vietino lo stupro (eh già, questo è quello che viene compreso ascoltando le sue parole e i soliti noti ci sguazzano). Non posso dire che si sia “salvata in calcio d’angolo” con il seguito del ragionamento, per me rimane un autogol che le è costato (come possiamo vedere) un’immagine diventata virale e che difficilmente verrà spiegata a tutti coloro che l’hanno vista e condivisa.

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall’età di 7 anni. Laureato presso l’Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.

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