Le verità sulla bambina di 5 anni affidata a famiglie musulmane: la sua famiglia è musulmana e non britannica

Un aggiornamento con fonti affidabili e ufficiali, non un testo riservato o sul “sentito dire” riportato sul The Times, ci fornisce elementi utili per capire la storia della bambina di 5 anni affidata a due famiglie musulmane. Si tratta della sentenza del giudice Khatun Sapnara dove è stato deciso l’affidamento della bambina alla sua nonna naturale (PDF).

La sentenza evidenzia che la bambina sia stata allontanata dalla madre nel mese di marzo 2017 per evidenti problemi di sicurezza, tanto che si riporta un intervento delle forze dell’ordine e dell’obbligo di un assistente sociale durante i loro incontri:

2.The child was removed from the mother’s care and placed by social services with foster carers on an emergency basis in March 2017 as a result of the police exercising their powers of protection. There was no culturally matched foster placement available at the time. There was a temporary change of foster carer in the summer to enable the original foster carer to go on holiday.
3.The child has been the subject of an interim care order to the local authority since 10th March 2017
4.The child has spent supervised contact time with the mother on three occasions each week. She has also spent time with the grandmother and had weekly telephone contact with both the mother and grandmother

Il padre? Assente del tutto:

5.The child’s biological father has not been located.

Per la madre ci sarebbero evidenti problemi legali:

10.The Commissioner for the Metropolitan Police shall by 4pm on 08.09.17 disclose to the local authority all papers relating to the criminal proceedings in respect of mother, and to include any notes of sentence and pre-sentence reports. If there is failure to comply with this direction then the matter will be listed for an urgent hearing, where a representative from the Metropolitan Police will need to attend to explain this non-compliance. The local authority is permitted to forthwith serve this order on the Commissioner for the Metropolitan Police.

Curioso il punto 16 a pagina 5 del documento, dove si dimostra che la madre abbia mentito sulla religione della propria famiglia:

16. Documents including the assessment of the maternal grandparents state that they are of a Muslim background but are non practising. The child’s mother says they are of Christian heritage.

Esattamente: la sua famiglia è musulmana non praticante. Non solo, ma non sarebbe neppure britannica e vorrebbe portare la bambina nel suo paese d’origine (il cui nome non viene divulgato per evitare che vengano forniti dettagli precisi utili all’identificazione della bambina):

15. The assessment of the grandmother as a Special Guardian for the child is now available. It is positive and recommends her as a suitable carer. The grandmother has changed her position now to say that she wishes to return to her country of origin and care for the child there. This will require steps to be taken to obtain appropriate orders in the courts in the grandmother’s country of origin.

Nella stessa sentenza si riporta che ci dovrebbero essere documenti tradotti nella lingua d’origine della nonna:

5.The local authority shall, upon receipt thereof, translate the mother’s final statement and this order into the language spoken by the maternal grandmother and shall serve these on the maternal grandmother by no later than 15.09.17.

L’affidamento alle due famiglie musulmane era provvisorio ed erano le uniche possibilità utili riscontrate dalle autorità. Parlare di problemi culturali, stando al primo documento pubblico ufficiale, è stato completamente fuori luogo anche perché da nessuna parte dello stesso testo vengono menzionate informazioni riguardo al crocifisso e alla carbonara, al contrario (come riportato prima) vengono smentite le dichiarazioni della madre che aveva confidato le sue posizioni al giornalista del The Times.

Solo durante un udienza del 27 giugno era stato richiesto il trasferimento della bambina alla nonna da parte della madre, ma il tribunale rifiutò la richiesta perché mancava del tutto una valutazione della stessa affinché potesse garantire l’affidamento (così come qualunque altro membro o amico della famiglia). Non solo, la madre non aveva mai richiesto nemmeno un cambio di famiglia affidataria:

12. The mother applied for the child to be placed in the care of the maternal grandmother at the hearing on 27th June 2017. The Court refused that application, as at that time the full assessment of the grandmother as a safe and appropriate carer was not yet available. The Child’s Guardian also considered the application to be premature at that stage. There was no other family member or friend assessed as a suitable carer at the time.
13. The mother has at no stage applied to the court for a change of foster carer

 

Da tutta questa storia sembra che la madre abbia voluto a tutti i costi riavere sua figlia, diffondendo addirittura falsità sulla sua stessa origine etnica e culturale.

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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