DISINFORMAZIONE La foto di Angelina Jolie con il presunto bambino autistico africano danneggiato da vaccino

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Il 13 settembre 2018 la signora Anna pubblica la seguente foto con la seguente storia:

La malattia Africana ” Nodding ” è in realtà crisi di ‘assenza’ indotta dai vaccini. I Bambini Zombi in Africa per vaccini

Questo ragazzo africano abbracciato da Angelina Jolie ha l’autismo . E’ legato al palo per impedirgli di vagare e di essere mangiato dai leoni o cadere nel pozzo durante una crisi. Vagando è ciò che ai bambini con autismo può capitare. E quando il danno cerebrale è abbastanza grave, il bambino ha crisi epilettiche intense. La condizione è chiamata “Malattia Africana Nodding“, quando il bambino guarda assente per qualche minuto e la testa cade in avanti brevemente come se stesse annuendo addormentandosi. Questo nome viene dato per nascondere la vera condizione, che è di fatto un ‘assenza‘ , chiamato così perché la vittima sembra vuota e sembra essere assenti durante la crisi. Le convulsioni sono un sintomo di danno cerebrale.
Milioni di bambini in Uganda soffrono di questo. La causa ? Vaccini . Vaccini somministrati appositamente per bambibi di età compresa tra i 5 e 15 anni. I vaccini sono già di per sè tossici, ma sono più dannosi per i bambini africani perché sono malnutriti e i loro corpi non sono abbastanza forti per combattere i virus nell’ago.
I vaccini somministrati ai bambini africani sono ancora più tossici di quelli presenti in occidente, perché molti sono scaduti, non vengono memorizzati correttamente nel caldo africano in luoghi remoti senza elettricità, perché sono molti che sono stati richiamati in Occidente perché sono stati trovati a uccidere o mutilare più bambini rispetto al tasso usuale, o sono vaccini che nessuno voleva comprare, come il vaccino H1N1 altamente tossico. (La maggior parte dei bambini in Uganda, come quello di cui sopra, gli sono stati dati il vaccino H1N1.) Distruggere questi vaccini scaduti o invenduti significherebbe miliardi di perdite per le aziende farmaceutiche. Così che cosa fanno? Chiamano i loro azionisti , che sono anche i responsabili delle decisioni dell’OMS, e fanno comprare i vaccini da loro. Poi scaricano questi vaccini nei paesi poveri del terzo mondo come l’Africa e l’India con il pretesto della carità , dove le persone sono analfabeti e morti da vaccino non vengono mai riportati dai media perché non ci sono telecamere per le capanne di sterco di mucca ! I bambini che non muoiono immediatamente soffriranno per alcuni mesi o anni prima di morire per danni cerebrali.

Il testo lo troviamo in siti amatoriali come Africanvoicess.wordpress.com in un articolo dell’aprile 2014, il quale a sua volta riprende dal sito amatoriale in lingua inglese Healthbitesonline.blogspot.com.

La foto circola da anni prevalentemente in bianco e nero, come in questo articolo di Blogo del 2007 con la scritta “A voice for the victims” e legata al tema dei rifugiati:

La versione più diffusa della foto

La foto sarebbe opera del fotografo svedese Per-Anders Pettersson e sarebbe stata scattata nel campo profughi di Oure Cassoni, nel Chad, 2007:

DARFUR REFUGEES
Angelina Jolie, the Oscar winning actress and UNHCR Goodwill Ambassador, holds a mentally disturbed boy, as he is tied with a rope in a camp in Oure Cassoni, Chad, 2007. Angelina Jolie met the 7 year-old boy while spending two days visiting Oure Cassoni, a refugee camp close to the Sudan border. Almost 27,000 refugees lives there and it was opened in 2004.

Grazie a Web Archive ritrovo l’intervista di Jolie rilasciata a Newsweek dove racconta l’episodio a pagina 3 e dove possiamo chiarire quella definizione posta dal fotografo nel suo sito, ossia “mentally disturbed“:

And the little boy?
The little boy was a normal 3-year-old [now 7] who disappeared for 48 hours after [his village was bombed]. I can only imagine what he saw. Sure he saw death. And when found, he was found in a state…
As a first reaction you want to remove [the rope]. But the mother, she has four other kids, she’s by herself. Therapists visit him, but if [he’s] left alone he will disappear or bang himself. I talked to him for like half an hour and just kind of looked at him for a long time before he touched me and there was a little boy in there who was open to a kind sound.… There’s a normal little kid right there, but he’s got a look of fear. He’s nervous to touch. And you can feel that need for safety.  The mother unfortunately can’t not go work for the other children and can’t sit with him all day long and hold him, which is probably what would do some good. But what he needs is probably some serious therapy. [There are] lots of children like him there. Lots of victims of war. [It’s a] whole other thing that you usually don’t get to address because they have to be so focused on the basic needs of survival. These are the many other casualties of the kind of war that is happening in Darfur.

Si trattava di un bambino sopravvissuto ad un bombardamento del suo villaggio. Dopo aver visto la morte in faccia era scomparso per circa 48 ore, la madre (che era rimasta sola con quattro figli) lo aveva legato per evitare che scappasse nuovamente. Il bambino veniva visitato da terapisti, ma se lasciato solo rischiava appunto di scappare e farsi del male. Nulla a che vedere con la “Nodding disease” o “nodding syndrome” (nei testi in italiano diffusi leggiamo “Malattia Africana Nodding“).

Vittime di guerra, con una madre che per mantenere tutti quanti era costretta a fare in questo modo per poter andare a lavorare e sfamarli. Storie di una tristezza inaudita che qualcuno ha preferito trasformare per fare propaganda contro i vaccini.

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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