I richiedenti asilo di Vicenza hanno preteso di avere Sky? Falso! Ecco la verifica della verifica

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Vogliamo Sky e l’aria condizionata“, così inizia il titolo dell’articolo del Corriere del Veneto in merito a delle presunte richieste dei migranti davanti alla questura di Vicenza:

VICENZA «Vogliamo Sky con le partite di calcio, l’aria condizionata, le carte d’identità». Sta destando scalpore a Vicenza la protesta di una quindicina di richiedenti asilo, andata in scena lunedì pomeriggio davanti alla questura di viale Mazzini a Vicenza. Tutti nordafricani, per lo più nigeriani, hanno inscenato un sit-in pacifico chiedendo risposte che secondo loro da parte della cooperativa sociale ospitante, la padovana Cosep, non c’erano state. Il presidio non ha bloccato l’ingresso e l’uscita di altre persone dalla questura, infatti nei confronti dei manifestanti non è stato preso alcun provvedimento. I migranti sono una parte di quelli ospitati in via Carducci a Vicenza, nelle strutture del centro culturale San Paolo. Ricevuti da un funzionario di polizia, hanno rivolto principalmente due richieste: una velocizzazione della pratica per le carte d’identità e un miglioramento delle condizioni dell’ospitalità. Ma tra le richieste ci sarebbe appunto anche quella di avere Sky. Dalla Cosep, diretta dal presidente Daniele Sandonà, per ora non ci sono stati commenti. Mentre sul caso e nei confronti dei manifestanti si scatena la politica. Per l’eurodeputata Mara Bizzotto (capogruppo Lega a Bruxelles) «meritano di tornare in Africa di corsa». Critica anche l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan: «Se ho un auspicio in questo governo è che cambi radicalmente la gestione di questa gente, rimandandola a casa».

Stesso discorso Il Giornale di Vicenza:

VICENZA. Vogliono Sky per potersi guardare il campionato di calcio. Alcuni richiedenti asilo (circa una ventina) ospitati al centro culturale San Paolo in via Carducci, gestito dalla cooperativa Cosep, si sono presentati in questura nella speranza di essere accontentati dopo essersi sentiti rispondere picche dai responsabili della struttura che li accoglie. Gli stranieri hanno inoltre detto di essere stanchi di mangiare sempre le stesse cose e hanno chiesto di avere l’aria condizionata e di ottenere la carta d’identità. La protesta è stata inscenata nel primo pomeriggio di lunedì, ma la notizia è trapelata solamente ieri. A presentarsi ai cancelli di viale Mazzini, attorno alle 14, è stato un gruppo formato soprattutto da stranieri di nazionalità nigeriana. I portavoce dei manifestanti sono stati ascoltati da un funzionario, dopodiché il gruppo è tornato al proprio alloggio.

Qualcuno aveva pensato di telefonare la Questura e poi la Prefettura di Vicenza:

Siccome non ho un cazzo da fare, dopo aver letto questa notizia ho chiamato la Questura di Vicenza per avere informazioni sulla vicenda presentandomi come giornalista. Il responsabile comunicazione della Questura mi ha fatto sapere che il Questore non è a conoscenza delle istanze dei richiedenti asilo durante la manifestazione dell’altro giorno consigliando di rivolgermi alla Prefettura E così ho fatto. La Prefettura di Vicenza mi ha detto che le richieste rappresentate dai richiedenti asilo tramite la Cooperativa sono relative alle iscrizioni anagrafiche, ovvero ai certificati di residenza. E che a loro non risulta nessuna richiesta in merito ad abbonamento Sky: ‘Lo abbiamo letto sul giornale anche noi’ dice il vicecapogabinetto che si è occupato della questione. Allora ho pensato di sentire il collega del Giornale di Vicenza che ha scritto l’articolo, il quale mi ha detto di avere una sua fonte che non può rivelare. Alla domanda se si fosse premurato di sentire anche i protagonisti della vicenda (I richiedenti asilo) mi ha detto che non c’è stato tempo.

Visto come vanno ultimamente le cose, ho voluto verificare ulteriormente anche per confermare quanto scritto su Giornalettismo (dove sto pubblicando alcuni articoli sul tema dei dati personali) e Nextquotidiano. Ho telefonato alla Prefettura dove un funzionario ha gentilmente hanno risposto alle mie domande:

A quello che risulta alla Prefettura, la questione, fantomatica questione, di Sky qui non è mai emersa. Qui, dai contatti che questa prefettura ha avuto con i gestori del centro, quindi con i rappresentanti della cooperativa, la questione Sky non è stata minimamente sollevata. Non ci risulta. Questo posso dirle, questo è. Poi, ripeto, su quello che è successo altrove non posso saperlo, qui alla Prefettura questa questione non risulta. Tutto qui.

Dunque, alla Prefettura non è stata fatta alcuna richiesta di Sky. L’utente Facebook, che risulta essere il giornalista Fabio Butera, ha fatto il suo dovere andando a verificare. Lo ringraziamo (p.s. scusa se ho voluto verificare ulteriormente, ma sai benissimo come vanno le cose ultimamente).

 

La corsa ai ripari del Corriere

Nel frattempo il Corriere del Veneto ha cambiato il titolo dell’articolo da “«Vogliamo Sky e l’aria condizionata»: la protesta dei migranti. Donazzan: rimandiamoli a casa” a “Carte d’identità, aria condizionata, la protesta dei migranti a Vicenza“. Anche il testo è cambiato:

VICENZA Sta destando scalpore a Vicenza la protesta di una quindicina di richiedenti asilo, andata in scena lunedì pomeriggio davanti alla questura di viale Mazzini a Vicenza. Tutti nordafricani, oltre a una rappresentanza di nigeriani, hanno inscenato un sit-in pacifico chiedendo risposte che secondo loro da parte della cooperativa sociale ospitante, la padovana Cosep, non c’erano state. Il presidio non ha bloccato l’ingresso e l’uscita di altre persone dalla questura, infatti nei confronti dei manifestanti non è stato preso alcun provvedimento. I migranti sono una parte di quelli ospitati in via Carducci a Vicenza, nelle strutture del centro culturale San Paolo. Ricevuti da un funzionario di polizia, hanno rivolto principalmente due richieste: una velocizzazione della pratica per le carte d’identità e un miglioramento delle condizioni dell’ospitalità. Ma tra le richieste ci sarebbe anche quella di avere Sky per seguire le partite di calcio, anche se su quest’ultima richiesta la questura ha preferito né confermare né smentire. Dalla Cosep, diretta dal presidente Daniele Sandonà, per ora non ci sono stati commenti. Mentre sul caso e nei confronti dei manifestanti si scatena la politica. Per l’eurodeputata Mara Bizzotto (capogruppo Lega a Bruxelles) «meritano di tornare in Africa di corsa». Critica anche l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan: «Se ho un auspicio in questo governo è che cambi radicalmente la gestione di questa gente, rimandandola a casa».

9 agosto 2018 (modifica il 10 agosto 2018 | 14:44)

In un articolo successivo, dal titolo “Aria condizionata e Sky ai migranti, cosa è successo davvero a Vicenza“, scrivono:

«Vogliamo Sky con le partite di calcio, l’aria condizionata, le carte d’identità». La richiesta, secondo i media locali, arriverebbe da una quindicina di richiedenti asilo alloggiati a Vicenza. Lunedì, riportano, si sono radunati davanti alla Questura dove, ricevuti da un funzionario di polizia, avrebbero presentato le tre richieste dopo che i responsabili della struttura che li accoglie, il centro culturale San Paolo gestito dalla cooperativa Cosep, le avrebbe rifiutate. La Questura, contattata dal Corriere della Sera, conferma l’incontro ma spiega che nella sua sede si può parlare solo di temi relativi all’ordine pubblico.

Invece la Prefettura, che la mattina stessa tramite la cooperativa aveva ricevuto alcune richieste dei richiedenti asilo, sottolinea che nella lista non c’erano né l’abbonamento a Sky né l’aria condizionata. Le carte d’identità invece sì: nella riunione tra i responsabili della Prefettura e quelli della Cosep si è parlato solo delle richieste di residenza e di problematiche generiche legate al cibo. La cooperativa Cosep per ora preferisce non commentare.

10 agosto 2018 (modifica il 10 agosto 2018 | 12:50)

L’ultimo aggiornamento del Corriere del Veneto è successivo a quello del Corriere della Sera, eppure dicono già due cose diverse. Il Veneto non conferma ne smentisce, il secondo smentisce.

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In entrambi i casi, ho telefonato negli orari successivi alle loro ultime modifiche. Chiedere scusa ai lettori è troppo difficile, meglio mettere la polvere sotto il tappeto e far finta di niente.

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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