Cosa dice il report preliminare OPCW sui fatti di Douma

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Il 2 maggio 2018 pubblicai un articolo dal titolo “Siria e attacchi chimici: tutti vogliono aver ragione e nessuno ascolta l’OPCW“, il 20 aprile quello intitolato “L’interesse disinteressato della guerra in Siria“. In entrambi riportavo il fatto che tutti vogliono dire la loro e avere ragione, tutti usano l’OPCW (“Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons“, in italiano OPAC – “Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche”) e nessuno attende i risultati delle sue ricerche sul campo. Per quanto riguarda i fatti di Douma del 7 aprile 2018, abbiamo una prima e parziale risposta in merito alle teorie sull’uso di gas nervini o di cloro contro la popolazione locale.

 

Introduzione

Il tema di questo articolo riguarda il presunto attacco chimico a Douma del 7 aprile 2018. Ecco qualche titolo dell’epoca:

Agi, in un articolo dell’otto aprile 2018 dal titolo “Cosa sappiamo sul sospetto attacco chimico a Douma. Almeno 100 i morti“, riporta quanto segue:

Raed al Saleh – scrive Il Post – capo dei Caschi Bianchi, ha detto ad al Jazeera che ci sono molte persone in condizioni critiche e che è probabile che il bilancio dei morti salirà. Non è ancora chiaro che tipo di gas sia stato usato: al Saleh ha parlato di cloro – di cui Assad ha fatto largo uso negli ultimi anni – e di un altro agente più forte.

Due erano le teorie riportate dalla stampa, ossia l’uso di gas nervino o di cloro. Quest’ultimo è stato quello più citato, anche per via delle bombole gialle rinvenute sul posto in cui notoriamente sarebbero delle “bombe al cloro“:

Una delle bombole gialle rinvenute a Douma nell’edificio colpito

Ecco un’immagine pubblicata sul sito Hrw.org in un articolo del 2017 dove vengono riportati ben 7 esemplari simili rinvenuti ad Aleppo a cavallo tra i mesi di novembre e dicembre 2016:

Witnesses sometimes referred to the munitions as barrels or bombs. In all five incidents, the footage shows the same type of yellow gas cylinder. A label still visible on the remnant from one attack shows a warning that the cylinder contained gas.

Come riporta la BBC, il 7 aprile 2018 i medici di Douma visitarono diversi pazienti (si dice 500) che accusavano sintomi di esposizione al cloro. I soccorritori, inoltre, hanno riportato che vi era un forte odore di cloro nell’aria in seguito all’attacco aereo da poco subito.

 

L’OPCW smentisce l’uso di armi chimiche a Douma?

Risulta scorretto, al momento, sostenere che l’OPCW abbia smentito l’uso di armi chimiche non avendo riscontrato agenti nervini. Ricordo al lettore che ci sono diverse categorie di armi chimiche, i quali presentano agenti:

  • nervini (di cui fa parte il Sarin);
  • asfissianti (cloruro di cianogeno, il cianuro d’idrogeno);
  • polmonari (cloro, fosgene).

Il 6 luglio 2018 l’OPCW pubblica un report preliminare (PDF), introdotto da un articolo intitolato “OPCW Issues Fact-Finding Mission Reports on Chemical Weapons Use Allegations in Douma, Syria in 2018 and in Al-Hamadaniya and Karm Al-Tarrab in 2016“, in cui si sostiene che non siano stati riscontrate tracce di agenti nervini:

OPCW designated labs conducted analysis of prioritised samples. The results show that no organophosphorous nerve agents or their degradation products were detected in the environmental samples or in the plasma samples taken from alleged casualties. Along with explosive residues, various chlorinated organic chemicals were found in samples from two sites, for which there is full chain of custody. Work by the team to establish the significance of these results is on-going. The FFM team will continue its work to draw final conclusions.

Oltre a tracce di esplosivo sono stati trovati “diversi composti organici clorurati“, contenenti appunto cloro. Proprio quest’ultimo elemento chimico venne citato in riferimento ai fatti di Douma (“Siria, almeno 70 civili uccisi a Douma Medico: “Una bomba al cloro sulla città”. Usa contro Mosca: “Ha responsabilità”“, intitolava Il Fatto Quotidiano).

Dopo i fatti del 7 aprile 2018 si contestava l’uso di bombe al cloro

Il team investigativo dell’OPCW aveva raccolto campioni e dati ambientali da tre luoghi: l’ospedale dove presumibilmente vennero trattate le vittime esposte dagli agenti chimici, il condominio dove è stato ritrovato l’ordigno in un terrazzino (la foto sopra riportata) e l’appartamento dove è stato ritrovato un altra bombola gialla sopra un letto. In questi ultimi due sono stati rinvenuti i composti clorurati, gli stessi rinvenuti anche in altri siti (Saraqeb e Latamina) dove l’OPCW aveva concluso che il cloro era stato probabilmente usato come arma.

Lo stesso OPCW chiarisce che le indagini non sono ancora concluse e che il team deve ancora stabilire il significato dei risultati fino ad ora ottenuti.

 

La Russia contro l’OPCW

Fin dall’inizio sia il governo siriano che quello dell’alleato russo (si dice che avrebbero ostacolato il lavoro degli ispettori) avevano negato l’attacco chimico a Douma. Mosca aveva già criticato l’operato dell’OPCW in merito al caso Sergei Skripal (dove avevano confermato i risultati del Regno Unito). Non solo, Sputnik pubblica il 28 giugno 2018 un articolo dove si riportano le pesanti accuse del rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova:

La Gran Bretagna e i suoi partner hanno corrotto alcuni membri dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC) in occasione della votazione per l’estensione del suo mandato, ha dichiarato il rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

Il tutto prima della pubblicazione del report preliminare del 6 luglio 2018. Al momento, ciò che ha rivelato l’OPCW contraddice la versione russa del 9 aprile 2018 (PDF), quando Mosca sosteneva che i suoi esperti non avevano riscontrato alcuna sostanza contenente cloro:

Following Douma’s liberation from militants, Russian radiological, chemical and biological protection specialists were sent there to collect evidence. They took soil samples that showed no presence of nerve agents or substances containing chlorine.

 

Il video analisi del NYTimes e il cloro

Il 25 giugno 2018, sul sito del NYTimes è stato pubblicato un video che porta una versione dei fatti di Douma, il tutto basato da analisi svolte da accademici, scienziati ed esperti di armi chimiche, collaborando insieme all’agenzia di ricerca “Forensic Architecture” e il lavoro svolto dal gruppo investigativo Bellingcat. Ecco una versione del video sottotitolata in italiano:

Parliamo sempre di un lavoro pubblicato prima del report preliminare dell’OPCW e che parla, ancora, di cloro.

 

Conclusioni

Chi sostiene che il report preliminare metta una pietra tombale sulla vicenda lo fa in maniera scorretta, soprattutto se per sostenere la sua teoria parla solo degli agenti nervini non rinvenuti sul posto facendo passare il cloro come qualcosa di “irrilevante“.

Resta il fatto che attendo, ancora una volta, il report completo dell’OPCW.

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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