Cosa ha detto Papa Francesco su famiglia e aborto

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Il contesto è chiaro. Il 16 giugno 2018 Papa Bergoglio aveva ricevuto in udienza una delegazione del Forum delle Associazioni Familiari e aveva tenuto un discorso “a braccio” sul tema famiglia e figli.

La famiglia, l’uomo e la donna

In molti hanno titolato la definizione di famiglia che Papa Francesco avrebbe dichiarato durante l’udienza, con diversi virgolettati:

Il Fatto: “La famiglia è soltanto quella composta da uomo e donna

HuffPost: “La famiglia è solo una, uomo e donna

Avvenire: “Ma la famiglia immagine di Dio è una sola, quella tra uomo e donna.

Si riesce a comprendere da uno spezzone di video riportato da TGCom24, nonostante l’audio scadente, la seguente dichiarazione:

La famiglia, immagine di Dio, uomo e donna, è una sola.

Risulta sgradevole non riscontrare un video integrale di tutto il discorso (se lo trovate segnalatemelo, per cortesia). Al momento bisognerà, purtroppo, attenersi solo al discorso trascritto sul Bollettino del Vaticano (PDF) pubblicato il 16 giugno 2018:

Poi oggi – fa male dirlo – si parla di famiglie “diversificate”: diversi tipi di famiglia. Sì, è vero che la parola “famiglia” è una parola analogica, perché si parla della “famiglia” delle stelle, delle “famiglie” degli alberi, delle “famiglie” degli animali… è una parola analogica. Ma la famiglia umana come immagine di Dio, uomo e donna, è una sola. È una sola. Può darsi che un uomo e una donna non siano credenti: ma se si amano e si uniscono in matrimonio, sono immagine e somiglianza di Dio, benché non credano.

Leggendo attentamente tutto il testo riportato sul Bollettino, dove si intende che il Papa commenta il discorso di un tal Gianluigi, si evidenzia che il riferimento è sempre rivolto all’uomo e alla donna:

Lui ha usato un’espressione: “guardarsi negli occhi”. L’uomo e la donna, il marito e la sposa, si guardano negli occhi.

[…]

Con questi tre aneddoti ho voluto introdurre quello che vorrei dirvi. La vita di famiglia: è un sacrificio, ma un bel sacrificio. L’amore è come fare la pasta: tutti i giorni. L’amore nel matrimonio è una sfida, per l’uomo e per la donna. Qual è la più grande sfida dell’uomo? Fare più donna sua moglie. Più donna. Che cresca come donna. E qual è la sfida della donna? Fare più uomo suo marito. E così vanno avanti tutti e due. Vanno avanti.

Nel sito del Forum delle Associazioni Familiari è presente anche un altro documento dal titolo “Discorso consegnato del Santo Padre” (PDF) si riscontrano altre dichiarazioni:

La famiglia, che voi in vari modi promuovete, sta al centro del progetto di Dio, come mostra tutta la storia della salvezza. Per un misterioso disegno divino, la complementarietà e l’amore tra l’uomo e la donna li rendono cooperatori del Creatore, il quale affida loro il compito di generare alla vita nuove creature, prendendone a cuore la crescita e l’educazione.

Il documento conclude con:

Vi esorto a proseguire nel vostro impegno a servizio della famiglia e della vita, e invoco su tutti i membri del Forum la benedizione di Dio e la protezione della santa Famiglia di Nazareth.

In merito alla “Famiglia di Nazareth” potrebbero nascere molte discussioni e contestazioni, visto quanto si critica il concetto di famiglia tenendo conto la storia di Gesù, Maria (che concepì per opera dello Spirito Santo senza una unione carnale con un uomo) e Giuseppe (che non è ritenuto padre naturale), ma nel contesto generale si continua con il riferimento a “uomo e donna“.

In merito agli omosessuali bisognerebbe poter discuterne di più con Papa Francesco, riportandogli l’esempio citato da padre Juan Carlos Cruz, vittima del sacerdote Fernando Karadima, che sostiene di aver avuto un colloquio con il Santo Padre:

Me dijo “Juan Carlos, que tú seas gay no importa. Dios te hizo así y te quiere así y a mí no me importa. El Papa te quiere así, tú tienes que estar feliz con quien tú eres”.

Tradotto:

Mi ha detto “Juan Carlos, che tu sia gay non importa. Dio ti ha fatto così e ti vuole bene così e a me non importa. Il Papa ti vuole bene così, tu devi essere felice per quello che sei”.

Insomma, un suo incontro con le “famiglie arcobaleno” dovrebbe essere tenuto un giorno, per carità divina.

Contro l’aborto, ma quello selettivo

Passiamo ora alla questione aborto, dove qualcuno si è lasciato prendere:

Corriere: “Papa Francesco: «Aborto selettivo? Nazismo coi guanti bianchi.

Il Giornale: “Poi il Papa sull’aborto: “Nazismo”

Vediamo nel dettaglio cosa dice Il Giornale:

Poi, dopo aver ricordato la rupe di Sparta da cui venivano gettati i bambini per “salvagardarne la purezza”, il Papa ha messo in guardia i fedeli dal non cadere nel peccato “nazista” dell’aborto: “Il secolo scorso – ha scandito – tutto il mondo si è scandalizzato per quello che facevano i nazisti. Oggi facciamo lo stesso ma con i guanti bianchi”.

Mentre il Corriere e Ansa, riportano:

Corriere: “Dure sono state le parole sull’aborto: «Il secolo scorso tutto il mondo era scandalizzato per quello che facevano i nazisti per curare la purezza della razza. Oggi facciamo lo stesso ma con i guanti bianchi: è di moda, abituale, quando in gravidanza si vede che forse il bambino non sta bene o viene con qualche cosa: la prima offerta è `lo mandiamo via?´ L’omicidio dei bambini. Per risolvere una vita tranquilla si fa fuori un innocente»

Ansa: ““Il secolo scorso tutto il mondo era scandalizzato per quello che facevano i nazisti per curare la purezza della razza. Oggi facciamo lo stesso ma con i guanti bianchi”. Lo ha detto il Papa, nell’udienza con il Forum Famiglie, parlando dell’aborto dei bambini malati. “E’ di moda, abituale, quando in gravidanza” si vede che “forse il bambino non sta bene o viene con qualche cosa: la prima offerta è ‘lo mandiamo via?‘ L’omicidio dei bambini. Per risolvere una vita tranquilla si fa fuori un innocente”.

Mentre Il Giornale fa riferimento nel titolo all’aborto in generale, un tutt’uno, il Corriere e l’Ansa fanno comprendere che Papa Francesco parlava di quello “selettivo” criticandolo in merito alle coppie che non vogliono un figlio perché disabile o malato. La questione della “purezza“, da qui il riferimento ai nazisti in merito alla “razza“.

Ecco quanto riportato dal Bollettino:

Quando ero ragazzo, la maestra ci insegnava storia e ci diceva cosa facevano gli spartani quando nasceva un bambino con malformazioni: lo portavano sulla montagna e lo buttavano giù, per curare “la purezza della razza”. E noi rimanevamo sbalorditi: “Ma come, come si può fare questo, poveri bambini!”. Era un’atrocità. Oggi facciamo lo stesso. Voi vi siete domandati perché non si vedono tanti nani per la strada? Perché il protocollo di tanti medici – tanti, non tutti – è fare la domanda: “Viene male?” Lo dico con dolore. Nel secolo scorso tutto il mondo era scandalizzato per quello che facevano i nazisti per curare la purezza della razza. Oggi facciamo lo stesso, ma con guanti bianchi.

Il discorso, riportato dalla fonte della Santa Sede, è molto chiaro e fa riferimento ad un tema specifico e non all’intera discussione legata all’aborto.

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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