Perché sulla vicenda Stamina e Giuseppe Conte molti dovrebbero tacere (e magari ricordare)

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Non solo sul curriculum, Giuseppe Conte è stato ampiamente discusso anche in merito al caso Stamina, una storia che sinceramente mi provoca un senso di nausea indescrivibile per come si era sviluppata e proseguita negli anni.

Ecco un’estrema sintesi della vicenda legata a Conte:

Sarebbe utile conoscere l’attuale posizione di Giuseppe Conte sul metodo Stamina e le false cure, vista la sua nuova posizione di papabile Presidente del Consiglio, ma è bene osservare le diverse reazioni. Il Manifesto, ad esempio, ne fa un caso politico collegandolo al Movimento 5 Stelle:

Battaglie comuni. Il professore nel 2013 si è battuto per l’applicazione del protocollo Vannoni che per i grillini era sicuramente efficace. Ma l’anno scorso è stato proprio il paladini dei 5 Stelle Davigo a condannare definitivamente gli inventori della “cura”

[…]

Se si torna a quel 2013 – il voto favorevole della camera è del 18 settembre di quell’anno – si scopre una causa che allora univa Conte e i 5 Stelle: la battaglia in favore del metodo Stamina.

Stiamo parlando dell’anno 2013 dove sul metodo Stamina si era sollevato non solo il mondo dei media (i servizi delle Iene a firma Giulio Golia) e dei VIP (come Red RonnieAdriano CelentanoFiorello e la già citata Gina Lollobrigida, ad esempio), ma anche quello politico attraverso un voto favorevole a “maggioranza super bulgara” (con solo 1 voto contrari alla Camera e 8 al Senato – in quest’ultimo gli astenuti valgono come contrari) del finanziamento di 3 milioni di euro per la sperimentazione clinica con le staminali:

Voto sulla sperimentazione del metodo stamina alla Camera
Voto sulla sperimentazione del metodo stamina al Senato.

Parliamo del decreto Balduzzi discusso e votato da entrambe le camere verso fine maggio 2013, dove era previsto che chi avesse iniziato le terapie potesse comunque proseguirle, anche quella di Stamina per il quale Conte pretendeva di non far interrompere alla piccola Sofia.

Molti si erano lasciati incantare dalle teorie di Davide Vannoni, il quale aveva poi patteggiato una pena a 22 mesi per associazione a delinquere, e quel voto in Parlamento pesò considerevolmente nella percezione collettiva della vicenda. Le intenzioni a favore di Stamina c’erano, visto quanto dichiarava pochi giorni prima dell’approvazione il Presidente della Commissione Affari Sociali alla Camera, l’on. Pierpaolo Vargiu:

Abbiamo voluto consentire la possibilità di fare una sperimentazione clinica con le staminali, e in questo caso a Stamina Foundation. Ma con un unico paletto: ciò che danno non deve essere nocivo ai pazienti”. Lo dice Pierpaolo Vargiu, presidente e relatore della Commissione Affari sociali della Camera, dopo il voto in vista della conversione in legge del decreto sulle cure a base di cellule staminali, già approvato dal Senato.

Ancora:

“L’emendamento che abbiamo approvato – ha aggiunto Vargiu – dice che le cellule vanno prodotte in laboratori certificati ma che le regole di ingaggio le stabilisce Stamina, cioè porta nei laboratori il suo protocollo. Con la nostra autorizzazione in deroga Stamina può portare nei laboratori gli ingredienti che vuole a condizione che non siano nocivi per i pazienti”.

Per fortuna la sperimentazione non fu condotta, ma dobbiamo attendere il 2015 per ottenere un “mea culpa” istituzionale, come riportato nell’articolo dell’Huffingtonpost dal titolo “Stamina, il Parlamento fa autocritica: “Fu un errore dare il via alla sperimentazione. Solo i cretini non cambiano idea”“:

Il via libera alla sperimentazione del cosiddetto Metodo Stamina – basato sull’utilizzo di cellule staminali per il trattamento di malattie neurodegenerative soprattutto nei bambini – fu un “errore del Parlamento”.

La presentazione delle conclusioni dell’indagine avviata dalla commissione Sanità del Senato sulla vicenda un anno fa, è stata segnata oggi anche dall’ammissione di responsabilità da parte della presidente della commissione, Emilia Grazia De Biasi: “Il punto – ha affermato – è che casi analoghi non si dovranno ripetere mai più in Italia“.

Per questo – in un anno di lavoro che ha contato 16 sedute plenarie e 20 audizioni – la commissione ha prodotto una relazione di 122 pagine in cui ricostruisce “origine e sviluppo del cosiddetto caso Stamina” ed in cui, soprattutto, avanza dieci proposte “al fine di evitare che in futuro possa nuovamente ripetersi lo scenario al quale abbiamo assistito“.

Ricordiamo le dichiarazioni (che non condivido affatto) dell’ex ministro Balduzzi:

In quel momento fu un gesto di responsabilità intervenire in quel modo, data l’alta tensione che si era creata.

Insomma, si erano fatti coinvolgere (emotivamente, a quanto pare).

Risulta estremamente corretto chiedere a Giuseppe Conte la sua precedente e attuale posizione in merito al “metodo Stamina, preparate le critiche se ammetterà di sostenere certe boiate o se nel lungo andare manterrà un assordante silenzio. Di fatto, chiunque aveva votato a favore del decreto Balduzzi, così come i relativi partiti politici elencati nelle schede sopra riportate, dovrebbe fare attenzione a criticare un avvocato perché all’epoca assisteva pro bono una bambina e la sua famiglia.

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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