Come diventare una tendenza su Twitter grazie ai Fake Bot IS

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Sono le 3 del mattino dell’undici gennaio 2018 e l’account Twitter “Trendsmap Italia” pubblica una nuova tendenza:

Arcangelo Rociola, @arcangeloroc è ormai una tendenza in Italy

https://www.trendsmap.com/r/IT_mnycqe

Per spiegarla in maniera molto semplice, l’account è un bot di quelli “buoni” e opera in automatico analizzando le tendenze su Twitter per poi renderle note a chi potrebbe essere interessato ai temi e ai personaggi del momento. Come mai l’amico Arcangelo, giornalista di AGI, è diventato una tendenza in Italia? Grazie agli hacker (intervistati da Vice) che avevano preso il controllo di oltre 940 fake bot associati ad IsayData di cui avevo parlato nei miei precedenti articoli (li trovate cliccando sul tag “isfakebot“).

Erano le 18 del 10 gennaio quando ricevo una sua telefonata per il numero incredibile di tweet dove veniva citato insieme ad AGI da questi fake bot (lo racconto in questo tweet presente nello screen sopra riportato), si parlava di un migliaio di notifiche che continuavano ad aumentare. Dopo un paio di scambi via tweet con gli hacker (che interagivano pubblicamente tramite l’account “ItalyFakeBotWar“) era riuscito ad avviare una conversazione privata in cui chiedeva loro una prova del fatto che dietro al recente utilizzo di questa rete di fake bot ci fosse la loro mano, detto fatto avevano iniziato a pubblicare tweet taggandolo appositamente (di seguito lo screen delle notifiche che mi ha inviato Arcangelo):

this is the proof of the possession of the IsayData #Netbot Mr. Arkangel @arcangeloroc have a nice night!

Non solo, anche un suo tweet venne condiviso dalla rete dei fake bot (il numero era più alto, dopo vi spiego il perché):

I retweet a quello di Arcangelo come ennesima prova (erano molti di più quella notte)

Queste due operazioni, insieme al primo bombardamento dove veniva sempre taggato Arcangelo, avevano fatto si che finisse per essere rilevato come tendenza dall’account automatico di “Trendsmap Italia“.

L’email di recupero dell’account fake bot “Mauro Covacich”

In seguito molti di questi account vennero rimossi dai reali proprietari (inclusi quelli riscontrati su Facebook poco dopo la mia segnalazione alle 2 del mattino) facendo calare di conseguenza il numero dei retweet, ma ormai i sistemi di Trendsmap li avevano già conteggiati.

Una cosa simile era accaduta a me dopo che gli hacker avevano diffuso un tweet con il mio tag intorno alle ore 10 del 10 gennaio:

Uno mio screen per far vedere le notifiche che continuavano a crescere

Ecco un video che ho fatto per far vedere a tutti come era intasata la mia timeline delle notifiche:

Alle 23 del 10 gennaio l’account “Trendsmap Milano” mi citava:

David Puente, @davidpuente è ormai una tendenza in #Milan

Pensate che era bastato il primo “attacco” per far diventare tendenza in Italia l’hashtag “#operationfakebot” secondo Trendsmap Italia, ed erano solo le 17:23 del 10 gennaio:

#operationfakebot è ormai una tendenza in Italy

Questo a dimostrazione che un gruppo organizzato di bot o in questo caso di fake bot può alterare trend di Twitter con operazioni di questo tipo. Ci sono diverse aziende nel mondo che sfruttano utenze fake per trarre profitto, alcune prendendosi beffa dei clienti facendo credere loro di aver raggiunto traguardi che in realtà erano falsati. Immaginate che una forza politica alle prossime elezioni decida di usare tecniche del genere per far credere alla maggior parte degli utenti che si è a favore o contro qualcosa (ricordiamo l’uso politico degli hashtag). Bisogna individuarle quanto prima queste specie di “truppe cammellate” prima che sia tardi.

Nota finale: l’account “Mauro Covacich” usa la foto di Mauro Buti, candidato per l’Italia dei Valori in Lombardia nel 2010. Siccome ci conosciamo lo contatterò per chiedergli se vuole tentare un’azione legale (come ho spiegato nel mio video) contro chi ha creato questo account usando la sua foto (avevo informato anche il docente universitario).

L’account del fake bot “Mauro Covacich” con i tweet dell’attacco

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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