La mia esperienza al Convegno annuale dei Giovani Musulmani d’Italia

Come ben sapete, nel corso del 2017 sono stato ospite e ho fatto visita a diverse realtà “religiose” o meno. Sono stato accompagnato nei quartieri ebraici a Roma, dove oltre a provare il loro piatti tipici ho avuto modo di farmi raccontare le storie e le vicende dei familiari dei sopravvissuti e dei discendenti di quell’oscuro periodo che aveva vissuto l’Italia e l’Europa. Sono stato a Festival Laico Umanista organizzato dall’UAAR a Senigallia, dove ci siamo confrontati sui temi legati appunto alla laicità e al rispetto di chi crede ad una religione, un rispetto che deve essere sempre reciproco. In qualche modo mancava ancora qualcosa.

Vi ricordate il mio articolo sull’inutile polemica del patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia al Convegno annuale dei Giovani Musulmani d’Italia a Lignano Sabbiadoro? Bene, sono andato a trovarli e insieme al giornalista Wlodek Goldkorn abbiamo parlato con loro di giornalismo e Fake News.

È stata un’occasione per conoscere questi ragazzi, giovani e adolescenti cresciuti in Italia, ma soprattuto per capire quali sono le loro idee, impressioni e aspettative. Prima degli interventi in sala si trovavano in un’enorme stanza a ridere e scherzare tra di loro, giocando a scacchi, dama e altri giochi da tavolo come “Uno” e via dicendo, discutendo tra di loro di diversi temi, scambiandosi qualche parere in merito e appendendo simbolicamente in una bacheca i loro desideri e speranze (messaggi d’amore, ma alcuni anche autoironici e goliardici tipici della loro giovane età, ma positivi). Non nascondo che la prima curiosità era quella di osservare se erano vestiti o meno con indumenti tipici delle loro culture di provenienza, per lo più ho visto giovani adolescenti come quelli che vediamo tutti i giorni nelle nostre scuole, non tutte le ragazze portavano il velo e interagivano con i ragazzi nella totale normalità a cui siamo abituati e senza quei pregiudizi di cui molti son convinti (la galanteria non mancava, ho notato molti gesti da gentiluomini tra i ragazzi nei loro confronti).

Se avessi portato con me qualcuno che poteva avere la presunzione di andare incontro a una sorta di luogo scuro, pieno di rancore e rabbia, rigido ed estremista si sbagliava di grosso. Quello che ho visto era un ambiente identico a quello che ho vissuto ai tempi in cui frequentavo la mia parrocchia a Udine (il Bearzi) durante i corsi animatori insieme ai salesiani (già, ogni tanto mi danno dell’ebreo o del musulmano, ma sono ateo cresciuto felicemente in una famiglia cristiana, ho ricevuto tutti i sacramenti e ho frequentato gli ambienti salesiani fino ai primi anni dell’Università).

Si è parlato anche di cittadinanza (buona parte dei ragazzi presenti sono già cittadini italiani) attraverso gli interventi di Simohamed KaabourMarwa Mahmoud, i quali hanno espresso con chiarezza le questioni legate all’integrazione (che non è unilaterale), del rispetto e dell’importanza di essere cittadini che rispettano la sacralità della carta più importante in Italia, la nostra Costituzione.

Un interessante spunto di riflessione espresso da Wlodek è stata quello dove ha paragonato i musulmani come i nuovi ebrei per gli attacchi e le discriminazioni che stanno subendo. In pratica, dove secondo lui basta sostituire la parola “ebrei” con “musulmani” nelle frasi antisemite. Non siamo lontani da questa situazione.

C’erano molti altri punti sui quali potevamo discutere e argomentare, ma il tempo a mia disposizione purtroppo era limitato e dovevo tornare a casa. Se posso darvi un suggerimento, andate a conoscere questi ragazzi perché vi sorprenderanno. La paura del diverso e l’ignoranza non fa altro che creare ulteriori divisioni e scontri, isolate gli estremisti veri che sono presenti in tutte le diverse credenze e ideologie perché sono loro il vero male della civiltà umana (ce lo insegna la storia). Estremisti convinti delle loro idee che non dubito verranno nei miei profili social a fomentare odio e insultarmi per la mia presenza al Convegno, almeno avrete modo di individuarli.

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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