“La clamorosa conferma: importiamo la malaria con gli immigrati dei barconi”. Se questo è giornalismo…

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Il 5 ottobre 2017 “La Voce del Trentino” pubblica un articolo dal titolo inequivocabile: “Ora è allarme contagio. La clamorosa conferma: importiamo la malaria con gli immigrati dei barconi“. Cosa capite leggendo quella presunta conferma? Che gli immigrati che giungono sul nostro territorio tramite i barconi sono portatori di malattie come la malaria?

Ecco il testo pubblicato da “La Voce del Trentino“:

In Italia è tornata la malaria, i casi infatti si stanno ormai moltiplicando.

Nell’ ospedale Moscati di Taranto, nel reparto infettivi, tre giorni fa sono stati ricoverati quattro braccianti di origine maghrebina e sudanese[1], che accusavano malori e sintomi da infezione, e le analisi ematochimiche e di laboratorio hanno confermato la diagnosi di febbre da Plasmodium Falciparum ed individuato i parassiti nel sangue.

I quattro pazienti lavoravano nelle campagne pugliesi di Ginosa, nel versante occidentale della provincia, e siccome risiedono in Italia da nove anni[2], ed erano operativi in quei campi da oltre due mesi, ne consegue che proprio in quelle zone hanno contratto la malaria, il cui tempo di incubazione non supera mai i 18 giorni[3].

I quattro si trovano ricoverati in ospedale a Taranto perchè affetti da malaria. “Hanno contratto la malattia in Italia”. E’ quanto affermato dal direttore sanitario dell’Asl di Taranto, Stefano Rossi. “I migranti che sono ricoverati nel reparto Infettivi dell’ospedale Moscati di Taranto e per i quali oggi è stata confermata la diagnosi di malaria dopo gli esami di laboratorio, erano in Italia, qui da noi, da circa due mesi. Il tempo di incubazione della malaria va da 15 giorni ad un mese, ne consegue, quindi, che la malattia l’hanno contratta qui” ha proseguito Rossi.

È quindi chiaro che i quattro braccianti non hanno importato la malaria dal luogo dal quale provengono[4], ovvero dal nord Africa, ma l’ hanno contratta proprio in Puglia, da una o più zanzare portatrici del parassita che vivono e si riproducono in quelle campagne, e che sono la unica fonte di contagio e di trasmissione della malattia.

Dopo il trasferimento nel reparto Infettivi del Moscati, per i quattro è scattato subito l’isolamento e la profilassi con l’avvio delle cure. Dopo il caso della bimba morta a Trento il 5 settembre scorso, questo è il primo caso di malaria che si verifica nel Tarantino. Secondo alcuni infettivologi, la zanzara potrebbe essere arrivata con qualche pacco di alimenti che i migranti ricevono periodicamente dal Paese di origine[5].

In sintesi:

  1. i protagonisti sono quattro persone di origine maghrebina e sudanese;
  2. risiedono in Italia da 9 anni e lavorano nei campi pugliesi da due;
  3. viste le tempistiche basate sui tempi di incubazione, avrebbero contratto la Malaria in Italia;
  4. lo stesso testo riporta che i braccianti non hanno importato la Malaria dai loro Paesi di origine;
  5. si pone la tesi della zanzara importata in qualche pacco inviato dai Paesi di origine.

Da nessuna parte del testo viene riportata un’informazione che lo colleghi con il titolo. Dove sono i barconi? Dove sono gli immigrati giunti irregolarmente via mare che portano le malattie?

Sul caso Malaria e come arriva in Italia ho già scritto un articolo a riguardo dove criticavo ampiamente (nella sezione “L’Italia è a rischio epidemia per colpa degli immigrati?“) l’operato di una testata nota, Libero Quotidiano. Vogliono imitarla? Se la risposta è si, mi dispiace per “La Voce del Trentino“, anche perché parte del testo è copia incollato proprio da quella testata (e la stessa foto):

Le parti del testo copia incollati: a sinistra l’articolo di Libero

A proposito, su “La Voce del Trentino” sono già intervenuto con qualche articolo, nel secondo in elenco avevo pure fatto i complimenti:

Invito tutti a leggere il “Testo unico dei doveri del giornalista“ di cui avevo parlato sempre sul caso Libero in un altro articolo.

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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