La risposta di Mario. Vorrei tanti Mario in questo momento.

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Qualche giorno fa vi avevo raccontato dell’episodio del politico e dipendente della Commissione europea che mi aveva insultato per poi reagire in malo modo alla mia cortese richiesta di scuse? Ecco come si concludeva il mio articolo:

Se Mario è arrivato al mio articolo ora può controllare che le “fonti molto vicine” hanno fatto affidamento sul “sentito dire“. Attendo ancora le scuse per le falsità e l’insulto rivolti alla mia persona (dubito che arriveranno, ma ci provo ugualmente).

Dubitavo, siccome normalmente capita che certe richieste vanno a farsi benedire (purtroppo certi elementi in giro continuano ad insultare, nel loro presunto anonimato), ma ecco che nella mia pagina Facebook compare il seguente commento scritto proprio da Mario Gabrielli Cossellu (che nel frattempo mi aveva tolto dagli utenti bloccati):

Buonasera. Mi hanno segnalato questo post e articolo e, nel merito, mi dispiace per questo increscioso incidente e di averla offesa, signor Puente, con un insulto causato da uno stato d’ira dopo la lettura del suo articolo sui recenti fatti di Roma e soprattutto quello da lei là citato sul militare russo morto a Palmira. Riguardo l’articolo sui fatti di Roma, ho travisato il suo significato, dato che avevo inteso che voleva smentire che quel poliziotto avesse pronunciato la frase incriminata, oggetto d’indagine, quando in realtà voleva smentire la ricostruzione del presunto dialogo intorno a quella frase. Quindi è stato un mio sbaglio e ne prendo atto. Riguardo l’articolo sul militare russo, mi hanno indignato il tono e i contenuti dello stesso: mette una enorme scritta “BUFALA” proprio di fianco all’immagine del ragazzo; parla di “cosiddetto ‘eroe di Palmira’”, con virgolette, come per dire che in realtà non lo è, mentre invece è stato riconosciuto come tale persino in Italia (per esempio: http://www.difesaonline.it/…/lassociazione-nazionale… ); e parla di “un percorso a dir poco comico”, come se ci fosse qualcosa da ridere sul sacrificio di un giovane militare in lotta contro dei terroristi che stanno facendo stragi in tutto il mondo. D’altra parte, lo stesso sito “Snopes” che lei cita http://www.snopes.com/russian-soldiers-last-words/ classifica la notizia come “Unproven”, e non “False”, mostrando quindi più prudenza e rispetto. Da qui la mia reazione irata ma sicuramente troppo impulsiva. Della quale comunque mi pento, confermo che ritiro l’offesa (come già feci cancellando il post) e le porgo le mie scuse.
Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti per favore mi contatti in privato.
Cordiali saluti

Riporto in questa sede, nel mio blog, un ringraziamento sentito a Mario accettando calorosamente le sue scuse, ma non mi fermo qui. Voglio parlare di Mario per spiegarvi perché lo ritengo un bell’esempio.

Qualcuno potrebbe supporre che si sia preoccupato per il mio articolo (che gli è stato segnalato) e la sua situazione lavorativa, o riportare chissà quali scuse per prendersela ancora con lui per il suo gesto. Dovreste smetterla e non dovete insultarlo, perché Mario ha ammesso l’errore e ha chiesto scusa. Punto! Vi sembra il minimo? Vi sembra una cosa assolutamente normale? Di questi tempi non è cosa da poco! In questo momento vorrei tanti Mario che ammettono e chiedono scusa, con la speranza che non ripetano più l’errore e ci pensino due volte prima di commentare in preda all’ira!

Nel suo commento riporta una critica al mio articolo sul soldato russo morto a Palmira, che accetto e rispondo con la giusta cortesia. L’uso delle virgolette era dovuto siccome racchiudono una definizione (“eroe di Palmira“, appunto) e non per dire che in realtà non lo era. Nel mio articolo non ho trattato l’argomento su quella definizione a lui attribuita, mentre Snopes ha riportato riferimenti sulla propaganda e della figura eroica utile a quest’ultima (che ritengo corrette da citare per uno sguardo più ampio). Il mio lavoro di ricerca riguardava solo sulle allora presunte “ultime parole“, tanto che fu apprezzato da Snopes tanto da citarmi nell’articolo (l’articolo venne pubblicato il 4 aprile 2016, ma venne aggiornato citando il mio solo il 12 aprile alle ore 0:30 ore italiane) e iniziando da allora un bel rapporto di amicizia e collaborazione.

 

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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