La bufala della Coca Cola e l’AIDS si evolve con un vero documento del Ministero della Salute, ma riguarda altro

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Ne avevo già parlato in un video pubblicato il 15 settembre sia nella mia pagina Facebook che su Youtube:

Nei giorni successivi è comparsa una nuova versione che riporta ulo screenshot di un documento del Ministero della Salute che cita proprio la Coca Cola:

C’è notizia dalla polizia. È un messaggio urgente per tutti. Per i prossimi giorni non bevi nessun prodotto della Coca Cola, come la coda nera, il fioravanti di succhi, lo sprite ecc. Un lavoratore aziendale ha aggiunto il suo sangue contaminato da AIDS. . Vedi MDTV. Si prega di inviare questomessaggio a tutti gli utenti della tua lista. REPETIRMessaggio importantedalla polizia metropolitana a tutti i cittadini
Per le prossime settimane, non bevi alcun prodotto COCA COLA, in quantoun lavoratore della società ha aggiunto il suo sangue contaminato da HIV (AIDS). E ‘stato mostrato ieri in Sky News. Invia questo messaggio alle persone che ti interessano.

Il testo della bufala rimane invariato, una traduzione scandalosa dallo spagnolo all’italiano con qualche rimasuglio (“REPETIR“). Ciò che cambia è quel documento che fornisce una certa credibilità a chi si trova davanti per la prima volta tutta questa buffonata.

Lo possiamo facilmente recuperare dal sito del Ministero della Salute (PDF), mentre l’immagine è la stessa pubblicata il 2 giugno 2017 in un articolo de “Il Fatto Alimentare” dal titolo “Coca-Cola richiama e ritira dagli scaffali migliaia di bottiglie da 1,5 litri: sapore sgradevole e aspetto molto denso“:

Il Ministero della salute ha comunicato che è in corso il ritiro dagli scaffali dei punti vendita delle bottiglie di Coca-Cola da 1,5 litri appartenenti al lotto L170329863M. Le bottiglie riportano come termine minimo di conservazione (TMC) la data 28/09/2017 che si trova sul tappo o sul collo della bottigliaIl lotto è stato imbottigliato nello stabilimento di Marcianise in provincia di Caserta. Il richiamo è stato deciso il 26 maggio 2017, ma per motivi che non conosciamo, l’annuncio del Ministero è arrivato solo il 1 giugno 2017 a distanza di quasi una settimana.

Il ritiro è stato deciso perché la bibita ha un sapore sgradevole, un aspetto molto denso e livelli concentrati di caffeina, acido fosforico e solfiti. Purtroppo non ci sono altre notizie sul sito della Coca-Cola e quelle del ministero sono insufficienti, per cui non si sa se il lotto è stato distribuito in tutta Italia oppure solo in qualche provincia.

Come potete vedere, niente a che vedere con l’AIDS e l’HIV.

 

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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