BUFALA Sicilia. Canadair prende un sub per sbaglio. Sopravvissuto e “miracolato” ci racconta la sua esperienza ai limiti dell’incredibilie

C’è qualcuno che si sta divertendo a fare soldi grazie agli incendi in Sicilia. Come? Diffondendo falsità e guadagnando grazie ai banner pubblicitari.

Il 19 luglio 2017 il sito Sky24ore.it (che non ha nulla a che fare con la nota Sky) pubblica un articolo dal titolo “Sicilia. Canadair prende un sub per sbaglio. Sopravvissuto e “miracolato” ci racconta la sua esperienza ai limiti dell’incredibilie” (accidenti, hanno scritto “incredibilie” invece che “incredibile”) superando le 33 mila condivisioni.

Si tratta di una leggenda metropolitana, rivista per l’occasione. L’immagine usata dal sito è stata pubblicata in passato nel sito Latelanera.com all’interno dell’articolo “Il subacqueo morto carbonizzato su un albero” (capitolo “Il Canadair, il “killer” della leggenda del sommozzatore su un albero“):

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Ovviamente nessuna testata, ne nazionale o locale, riporta tale strampaleria. Al massimo la troviamo condivisa in pagine Facebook come “Scienza Conoscenza & tecnologia“:

La condivisione di “Scienza Conoscenza & tecnologia”

Guardate con attenzione questo video, avete idea di quanto siano grandi gli sportelli per la raccolta dell’acqua?

Ecco il testo della bufala:

Nelle ultime settimane il sud Italia è stato messo in ginocchio dagli incendi dolosi. Accanto alle storie dei pompieri che eroicamente hanno lavorato per 48 ore di seguito, accanto a retroscena sconcertanti come quello dei gatti usati per appiccare i roghi, spunta ora una nuova storia che ha dell’incredibile. A raccontarcela è proprio lui, Giovanni T. , operaio 34enne di Termini Imerese con la passione per le immersioni che, durante una delle sue uscite in mare, è stato accidentalmente prelevato da un Canadair e gettato sulle fiamme. Una storia che descritta così sembrerebbe assurda. A rendere ancor più inverosimile l’accaduto è anche il fatto che Giovanni si è salvato. Ha riportato qualche ustione e qualche frattura, ma è contento di poter raccontare quanto è successo, e lo ha fatto davanti ai microfoni di alcuni giornalisti. Queste le parole di Giovanni:

“Stavo facendo un’immersione nelle acque del palermitano. Generalmente non mi allontano troppo dalla riva ma quel giorno, senza rendermene conto, mi allontanai un po’ di più. Di solito non uso palloncini o altri segnalatori, e so che questo ha influito negativamente, il pilota del Canadair non avrebbe mai potuto vedermi. Ho ricordi un po’ confusi, ma ho ancora impressa nella mia mente un’immagine. Stavo risalendo a galla quando all’improvviso ho notato dei vortici nell’acqua. Il mare era diventato schiumoso all’improvviso e avvertii una corrente fortissima che mi stava trascinando. Non capii proprio nulla di quello che stesse succedendo. Ricordo che a un certo punto fu come se fosse arrivata la notte. Ci volle qualche minuto per capire che mi trovavo su un mezzo di trasporto. Me ne resi conto perché riconobbi il rombo del motore e perché andai a sbattere sulla lamiera del velivolo. Ma all’inizio pensai che si trattasse di una nave, o comunque di un mezzo marino . Non potevo di certo immaginarmi di essere finito su un aereo. Lo capii solamente quando rividi la luce. In quel momento il Canadair stava scaricando l’acqua sul fuoco e io, nonostante cercai istintivamente un appiglio, fui sbalzato a terra. Non ricordo null’altro. So soltanto che mi sono salvato grazie alla tuta da sub, impregnata di acqua, e grazie all’ossigeno che mi era rimasto nella bombola”.

Queste le parole di Giovanni che, dopo la caduta, ha perso conoscenza. Ma cosa è successo effettivamente? Gli addetti ai lavori, quel giorno, lo hanno trovato appeso a un albero. Uno di loro ha fatto la fotografia che mostriamo nell’articolo. Il corpo sembrava carbonizzato e non dava alcun segno di vita. In realtà, come già detto, Giovanni aveva perso i sensi per la caduta. Come ha fatto a scamparla? I medici e i pompieri hanno provato a ricostruire quanto è accaduto. Quello che ne viene fuori sono una serie di coincidenze che hanno permesso a Giovanni di salvarsi. Iniziamo dal prelievo in mare. Giovanni poteva essere travolto dalla carcassa dell’aereo, invece ha avuto la fortuna di ritrovarsi al centro del portellone e di finire, senza toccare la carcassa, dritto nel serbatoio del canadair. Successivamente il sub è stato lanciato nella zona dell’incendio che, però, era già stato domato. Le ultime fiamme rimaste non hanno permesso che morisse carbonizzato. La caduta sull’albero, secco per via dell’incendio, ha inoltre attutito la sua caduta (il velivolo ha sganciato l’acqua da un’altezza di massimo 6-7 metri, volava molto basso). Non dimentichiamo poi l’importanza che ha avuto la bombola dell’ossigeno ancora piena che gli ha concesso di evitare un’intossicazione da monossido di carbonio (le fiamme in quel momento erano state domante, ma il fumo ha impiegato qualche ora per svanire del tutto).

I medici hanno dato una prognosi di due mesi, prognosi dovuta alle 5 fratture scomposte che ha riportato (la più grave ad una costola) e alle ustioni di secondo grado che ha sul 60% del corpo. Non ci resta che fare tanti auguri a Giovanni.

AGGIORNAMENTO

Questa mattina noto che Newsicilia.it, testata registrata, pubblica un articolo dal titolo “Prelevato da un canadair finisce sulle fiamme: la storia del sub miracolato” riportando la bufala e scrivendo alla fine questo testo (nell’immagine il post Facebook):

Ma nonostante tutto, nonostante la paura, il dramma, il volo, l’incendio: Giovanni è vivo e può ritenersi, davvero, un miracolato. Peccato, però, che nonostante la storia che sta circolando sul web – lanciata da MeteoRealTime – a distanza di ore sembrerebbe che sia tutta una bufala inventata. Sarà vero? Giovanni esiste o è solo “finzione”?

Non è giornalismo questo, assolutamente no!

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall’età di 7 anni. Laureato presso l’Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.

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