CLICKBAIT Messico: abusa di una bambina. Castrato, torturato e crocifisso ad un cartello stradale

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Il 9 agosto 2016 i siti Newsitalys.com e Coscienzaitaliana.it pubblicano un articolo dal titolo “Messico: abusa di una bambina. Castrato, torturato e crocifisso ad un cartello stradale” (superando, assieme, le 5 mila condivisioni Facebook):

Un uomo di 24 anni di origini messicane accusato di stupro è stato sequestrato, in seguito torturato, castrato e ucciso. I responsabili dell’uccisione secondo le autorità sarebbero i membri di una banda di narcotrafficanti, le cui abitudini barbariche sono ben note.

Il cadavere è stato poi crocefisso ed appeso ad un cartello stradale nei dintorni della località di Contepec, al limite fra lo stato Michiocan e il Distretto Federale messicano, con una scritta inchiodata al corpo: “Questo è successo perché sono uno stupratore e la stessa cosa succederà a tutti i pettegoli, delatori e traditori. Sappiatelo, questo non è un gioco”.

L’uomo crocefisso era E. M. Cruz, 24 anni, accusato di aver violentato una ragazzina all’uscita dal lavoro, nei pressi di una fabbrica. E.M Cruz era stato denunciato alla polizia per stupro, e dopo essere stato sottoposto a un esame medico da parte della magistratura l’uomo sarebbe stato sequestrato, torturato, castrato ed infine crocifisso dai narcotrafficanti.

Questa storia, in realtà, circola da diverso tempo e venne raccontata da siti messicani come Noticias.terra.com.mxNnc.mx il 7 settembre 2012:

MORELIA, Michoacán 7-Sep .- Un presunto violador fue asesinado y su cuerpo “crucificado” en un señalamiento vial del Municipio de Contepec, en los límites de Michoacán y Estado de México.
De acuerdo a informes de la Policía Ministerial del Estado, la víctima presentaba diversas huellas de tortura y parte de sus genitales mutilados.
Además, sobre el pecho del “crucificado” los homicidas clavaron con picahielos una cartulina en donde dejaron un mensaje.
Esto me pasó por violador y esto le va a pasar a todos los chismosos, dedos traidores sépanlo que esto no es un juego“, se leía en la cartulina.
Los informes ministeriales indican que la víctima fue reconocida como Eladio Martínez Cruz.
Esta persona presuntamente tenía una denuncia penal por el delito de violación, cometido en contra de una mujer a la que atacó el pasado 3 de septiembre cuando salía de laborar en una fábrica de Contepec.
A sólo cuatro días de cometida la presunta violación, Martínez Cruz apareció muerto este viernes.
Su cuerpo estaba desnudo y colgado en lo alto de un letrero en forma de cruz, en un crucero que comunica hacia un campo de golf y al centro de diversiones conocido como Tepetongo.
La víctima tenía los brazos extendidos y atados a un madero de casi tres metros de largo, el cual a su vez pendía de un lazo enredado al poste metálico del señalamiento vial.
El hallazgo fue reportado primero a la Policía Municipal de Contepec y luego a la Procuraduría General de Justicia en el Estado (PGJE).
Peritos especializados en criminalística realizaron el levantamiento del cadáver, el cual fue llevado al Servicio Médico Forense para continuar la indagatoria.

In breve, non viene citato in alcun modo l’abuso nei confronti di una bambina, ma di una donna adulta (già mi vedo i commenti dei soliti noti del tipo “e cosa cambia?”, mettetevi il cuore in pace che il mio scopo è solo raccontare le cose come stanno anziché modificarle per attirare l’attenzione del lettore). Di questa storia ne parlò anche Lettera43 sempre nel 2012 e citava appunto una donna. L’uomo, il cui nome completo era Eladio Martínez Cruz, era sospettato di aver compiuto l’atto (non c’è stato alcuna sentenza, gli articoli in italiano citano appunto che venne “accusato”), tuttavia ci sono elementi in questa storia che fanno comprendere ben altro.

La foto diffusa online
La foto diffusa online

In un articolo del sito Mx-News.com del 2012 leggiamo:

De acuerdo con la Procuraduría General de Justicia de Michoacán, el jueves pasado agentes de dicho municipio del oriente michoacano, detuvieron y trasladaban en una patrulla a un sujeto, identificado como Eladio Martínez Cruz.

La finalidad del traslado era confirmar si el individuo había participado en la violación; sin embargo, en el trayecto a la comisaría y justo a la altura de la desviación hacia Atotonilco, dos camionetas con varios sujetos armados, le cerraron el paso a la unidad de la Dirección de Seguridad Pública.

Enseguida sometieron a los gendarmes y subieron por la fuerza al arrestado a uno de los automotores, para darse a la fuga con dirección al Estado de México.

Eladio Martínez Cruz venne arrestato dalle forze dell’ordine messicane, ma durante il tragitto (dovevano ancora confermare che avesse compiuto il fatto) due furgoni con diversi soggetti armati hanno fermato la vettura della polizia per poi sequestrarlo. Poco tempo dopo, grazie ad una chiamata anonima, venne ritrovato crocifisso.

In Messico i famosi “cartelli della droga” operano spesso con punizioni capitali di questo genere (appendendo cadaveri nei cartelli stradali o nei sottopassi autostradali), solitamente con una corda legata intorno al collo o alle caviglie, ma risulta “interessante” la crocifissione che pare essere meramente simbolica, un ulteriore messaggio da parte del cartello. Che il fatto sia avvenuto nello Stato messicano di Michoacán rimanda al cartello chiamato “Caballeros Templarios” (“Cavalieri Templari”) nati e successivamente avversari del cartello “La Familia Michoacana“, entrambi di fede estremista cristiana (dal nome “Cavalieri Templari” cosa vi aspettavate, l’Isis?). Sembra un controsenso un gruppo praticamente terroristico che traffica droga e professa la religione cristiana, ma è così (se non conoscete la persecuzione cristiana degli evangelici in Messico, dove vengono linciati e crocifissi, sarebbe ora di leggere un articolo come quello pubblicato dal sito Jornada.unam.mx).

Eladio Martínez Cruz, nonostante non abbia subito alcun processo e indagine in seguito al suo arresto, potrebbe essere stato sequestrato e ucciso per le accuse a lui rivolte o perché probabilmente legato ai trafficanti: leggendo il testo del messaggio lasciato sul suo corpo (“Esto me pasó por violador y esto le va a pasar a todos los chismosos, dedos traidores sépanlo que esto no es un juego“) si potrebbe pensare che potesse aver “parlato troppo” (“chismosos”) e tradito il cartello (“traidores”) o che sia stato “un messaggio” per qualcun altro. Purtroppo di questo non si hanno ulteriori informazioni dal 2012 ad oggi.

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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