La bufala, trollata o esperimento sociale del Movimento Islamico a Padova

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A Padova circola un volantino elettorale riportante un presunto “Movimento Islamico“, intento a correre per le elezioni amministrative padovane:

Il volantino

Una burla o esperimento sociale, siccome non esiste alcun movimento del genere candidato alle prossime elezioni amministrative padovane. Il volantinaggio sarebbe diventato oggetto di denuncia presso le autorità da parte di due politici locali:

A denunciare alla polizia il volantinaggio sono stati i due esponenti di Fratelli d’Italia Marina Buffoni e Gabriele Zanon: “Vogliamo capire se si tratta di uno scherzo anticipato rispetto al Primo Aprile oppure se è un’azione di provocazione propagandistica intesa ad alimentare il conflitto nella nostra città”.

Il ragazzo nella foto è lo stesso presente durante la distribuzione del volantino a Padova che assieme ad una ragazza veniva ripreso da qualche telecamera (a prova che si potesse trattare di un probabile un esperimento sociale):

L’articolo di giornale che racconta l’accaduto

Il volantino è graficamente ben fatto, ma qualche elemento risultava alquanto strano. In primo luogo il simbolo contenente la bandiera arcobaleno (nota per essere usata dai movimento Lgbt):

I dettagli

Nel volantino è presente il dominio Movimentoislamico.it, ma non risulta registrato. Secondo campanello d’allarme. Non c’era alcuna pagina Facebook chiamata “Movimento Islamico d’Italia” fino alle 19:41 del 19 marzo 2017, orario in cui è stata caricata l’immagine di copertina. Al suo interno è riportato un’altro dominio, Movimentoislamico.com, ma anche questo fino ad ora non è stato registrato. Pare che si tratti dell’ennesima trollata, il logo sembra ripreso proprio da uno dei volantini che circolavano a Padova:

La pagina Facebook con il logo probabilmente ripreso da una foto

Il logo combacia con quello della foto pubblicata da Il Mattino di Padova, articolo del 19 marzo 2017 alle ore 15:54, ore prima della pubblicazione su Facebook.

Le immagini combaciano

Nel frattempo la trollata della pagina Facebook ha permesso a qualche utente di esprimere il peggio di se:

Qualche commento in pagina

Mi tocca precisare che non vi siano prove effettive che gli autori della bufala/esperimento sociale siano gli stessi che gestiscono la pagina Facebook. Considerando il goffo utilizzo del logo (perché caricare uno ritagliato dalla foto di un volantino se potevano usare quello originale?) è facile pensare che dietro alla pagina ci siano dei troll che si divertono a far arrabbiare i soliti noti.

Resta l’email fornita (info.padovaislamica@midi.it) il cui dominio risulta effettivamente registrato nel 2006 e intestato a nome di un tal “Antonio Bellezza“:

Domain:             midi.it
Status:             ok
Created:            2006-02-03 00:00:00
Last Update:        2017-02-19 00:58:42
Expire Date:        2018-02-03

Registrant
Organization:     Antonio Bellezza

Provando ad inviare un’email risulta che l’indirizzo non sia affatto attivo:

Il mio “toc toc” all’email del volantino

Bisogna capire come mai sia stata riportata un’email con dominio registrato, in contraddizione con l’intento di una burla. Che sia opera di tal “Antonio Bellezza” o che sia stato tirato in mezzo? Essendo comunque un dominio italiano registrato per le autorità competenti non sarà difficile risalire al proprietario.

AGGIORNAMENTO 21 marzo 2017

La pagina Facebook si è rivelata con il seguente post:

Come si suol dire il gioco è bello quando dura poco, il nostro esperimento sociale è finito e ci tocca constatare ahinoi che l’italia è piena di creduloni razzisti e ignoranti. La nostra pagina che non ha nulla a che vedere con la distribuzione dei volantini a Padova è nata per vedere la reazione degli italiani di fronte alla creazione di un partito islamico. La maggior parte degli italiani ha commentato in modo abbastanza pesante sotto i nostri post, altro invece senza alcun motivo hanno invaso la nostra bacheca di immagini di maiali e di simboli nazifascisti accusandoci perfino di aver mancato di rispetto alla cultura occidentale. Spero che tutti gli italiani riescano ad aprire gli occhi e mettano per una volta l’odio e il rancore da parte. Siamo persone non bestie, questo forse ce lo siamo dimenticati. E sopratutto spero che la gente si informi meglio riguardo alla veridicità delle notizie per non incorrere in bufale e trollaggi che al giorno d’oggi sono pane quotidiano. Gazebo Saverio Tommasi

 

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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