Il giornalista tedesco Richard Gutjahr è l’autore del video davanti al McDonald’s? Falso!

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I complottisti sono veramente degli individui particolari, un caso di studio interessante. In seguito alla strage di Monaco ecco che si scatenano e la sparano grossa, ma talmente grossa che si rendono nuovamente ridicoli. Sul caso del giornalista tedesco Richard Gutjahr ne parlavo ieri con gli amici di NextQuotidiano, che con il buon Drogo hanno pubblicato un eccellente articolo dal titolo “Richard Gutjahr a Nizza e Monaco: la storia della coincidenza del secolo” (seguito dai colleghi di Butac).

Non finisce qui, infatti la tesi complottara continua e soprattutto su un particolare: secondo i teorici il giornalista tedesco sarebbe l’autore del video registrato davanti al McDonald’s. Ecco quanto riporta Maurizio Blondet il 24 luglio 2016, che si affida ad un video del canale Youtube “Peekay Truth” del 22 luglio e cita il ragionamento posto da Marcello Foa:

E’ lui quello che riprende la prima scena, mandata in onda da tutti i media, probabilmente con lauto guadagno per l’autore. Un video le cui circostanze lasciano subito perplesso il giornalista Marcello Foa: “Chi filma è dall’altra parte di una strada molto trafficata e l’entrata di un Mc Donald è quanto di più banale ci sia. Ne converrete: è inverosimile che qualcuno decida di fare un filmino proprio lì e proprio mentre il killer esce, alza il braccio e inizia a sparare. Tanto più che quando l’assassino appare, l’inquadratura stringe subito sul folle tiratore.La circostanza è troppo straordinaria per essere casuale. E allora? E’ evidente che chi ha filmato sapeva quel che stava per accadere. Era lì apposta. Un complice. E dai nervi d’acciaio. Nelle immagini seguenti si vede la telecamera puntata a terra mente l’uomo si allontana velocemente. Poi si sente la sua voce, parla in Hoch Deutsch, il miglior tedesco. Dice ai passanti: “Sta venendo qui. Correte gente”, ma senza urlare, senza panico. Il tono è appena concitato, non è quello di un uomo sconvolto che ha appena assistito a un omicido. Appare controllato, straordinariamente padrone di sé. Chissà se la polizia lo ha già individuato. Chissà se lo identificherà mai. Speriamo”.

Eccolo identificato: Richard Gutjahr, che si definisce un po’ “attore” e un po’ “giornalista indipendente”, riempie you tube di proprie immagini, è sposato con Einat Wilf, ex deputata israeliana nel partito di Netanyahu, che viene dai ranghi della intelligence militare di Sion. C’è qualche polizia che abbia voglia non dico di interrogarlo (sarebbe antisemitismo e negazionismo dell’Oloké) ma intervistarlo su queste sua capacità paranormale?

Insomma, “hanno le prove!11!!!11!UNO“.

La prova che il filmato sia ripreso da un complice starebbe dal fatto che non urlasse e che invece parlava con tono “appena concitato” alle persone che le stavano vicine perché si allontanassero? Se queste sono “prove” io sono Barack Obama. In certi casi farsi prendere dal panico e diffonderlo è la cosa peggiore. Al momento l’unica persona a conoscenza dei fatti è un ragazzino che è stato interrogato dalla polizia tedesca.

Andiamo avanti. Le fantasie diffuse da Blondet sono state in seguito riportate (dopo aver letto il suo articolo o meno, fatto sta che questa teoria complottista viene dall’estero) in un video di Andrea Tosatto (il cantautore grillino), il quale è convinto che l’uomo che abbia ripreso il video di fronte al McDonald’s sia il giornalista tedesco:

La pagina e il video di Tosatto
La pagina e il video di Tosatto

A Richard Gutjahr viene contestata una foto, non un video

Ha destato molte polemiche la foto pubblicata sul suo account Twitter, foto che sono riuscito a salvare su Archive.is usando la Cache di Google:

La foto contestata e poi rimossa
La foto contestata e poi rimossa

Avviso ai maniaci del complotto: l’orario presente nel salvataggio fa riferimento ad un fuso orario diverso da quello tedesco, quindi evitate di farvi “pippe mentali” del tipo “l’ha pubblicato la mattina, ecco la prova che era tutto falso”. Siccome ormai siete prevedibili, ecco la spiegazione nel primo commento pubblicato da Winnie Heescher a un minuto dalla pubblicazione di Gutjahr:

La distanza temporale tra il tweet e il primo commento è di 1 minuto
La distanza temporale tra il tweet e il primo commento è di 1 minuto

Il tweet di Gutjahr sarà stato anche rimosso, ma rimangono i tweet di risposta e quello di Winnie Heescher è ancora online e presenta come ora di pubblicazione le 18:51:

L'orario corretto
L’orario corretto

Come dicevo, a Gutjahr gli è stata contestata quella foto, unica “prova” che lui fosse presente sul luogo e avrebbe scattato la foto con una macchina fotografica (mentre il video di fronte al McDonald’s era stato fatto con un cellulare, ma non da lui).

Alla domanda “perché ha cancellato il tweet?” la risposta è presto data: le critiche dei colleghi in seguito alla richiesta della Polizia di non diffondere immagini.

Il filmato di fronte al McDonald’s

Il video è tutt’ora privo di un autore con nome e cognome, mentre il profilo Twitter più citato è stato quello di “uprising” (@johndeconner) con il tweet video delle 19:17.

Il video più diffuso
Il video più diffuso

Lo stesso utente Twitter ammette che il video non è suo, ma che lo avrebbe ricevuto e lo avrebbe condiviso di conseguenza (inizialmente, a quanto sostiene, senza sapere se era vero o meno).

Terzo tweet: "This is not my video. I've received it and thought to share. But i live in munich and thats just in front of the shopping centre."
Terzo tweet: “This is not my video. I’ve received it and thought to share. But i live in munich and thats just in front of the shopping centre.”

Secondo Blondet l’autore è Gutjahr, ma avrà provato a sentire la voce dell’uomo e quella del giornalista tedesco a confronto?

Dai, magari dirà che ha modificato la sua voce per non farsi riconoscere. Ci sarà sempre una scusa (chiamatele pure “pippe mentali”), ma nessuna prova e solo teorie campate per aria.

Le zone di ripresa del video e della foto

Ecco la “mappa” degli eventi:

La "mappa" degli eventi
La “mappa” degli eventi

Ecco la visuale tramite Google Street View della zona ripresa:

La visuale del McDonald's da Google Street View
La visuale del McDonald’s da Google Street View

Ecco uno altro screen dove a destra trovate l’angolo dal quale è stato ripreso il video e a sinistra i particolari del McDonald’s (da cui si capirebbe come mai uno degli uomini che scappavano si era diretto verso l’attentatore, in realtà non aveva altra via se non scappare o entrare dentro il locale).

Panoramica della zona della ripresa
Panoramica della zona della ripresa

A destra, invece, c’è il centro commerciale dove l’autore del video si sarebbe rifugiato (si riconoscono le strutture nel video stesso).

L'entrata del centro commerciale dove l'autore del video si è rifugiato
L’entrata del centro commerciale dove l’autore del video si è rifugiato

La zona non è la stessa dove Gutjahr ha scattato la foto, infatti era quella totalmente opposta:

L'entrata che è stata ripresa nella foto dal giornalista tedesco
L’entrata che è stata ripresa nella foto dal giornalista tedesco

Alcuni elementi dell’entrata sono cambiati (vedi il pilone della scala), ricordo che Google Street View riporta foto del 2008 e in 8 anni molte cose possono essere cambiate a livello decorativo, ma l’unica entrata che corrisponda perfettamente alla foto è quella nello screen sopra riportato.

Se Gutjahr avesse voluto fare lo scoop avrebbe preso fin dall’inizio la paternità del video, cosa che fece senza alcun problema a Nizza perché effettivamente era suo.

Come fa Blondet ad essere sicuro che l’autore del video sia proprio il giornalista tedesco? Lo ha detto un altro complottaro all’estero, magari tedesco o americano? Fatemi capire, se ci fosse un canale Youtube chiamato “Hard Debunked of Killuminati Soldier” che sostenesse la tesi che a fare il video fosse Blondet e che lui sia in realtà pagato dagli israeliani dovrei credergli a priori? Che bello fare i complottari credendo a tutto ciò che dicono altri complottari.

Il video davanti al McDonald’s è un montaggio? La guerra dei pixel

Qualcuno ha pensato, addirittura, di ritenere che fosse un falso e che a dimostrarlo sarebbero dei fotogrammi dubbiosi. Ad occuparsi di questa diceria è stato il sito Mimikama.at.

Foto tratta da Mimikama.at
Foto tratta da Mimikama.at

Pixel, solo pixel ovunque per voler dimostrare falsità sempre e comunque, un po’ come Tommix (Tommaso Minniti) che inizialmente critica i video di Nizza perché di pessima qualità e successivamente sostiene di riuscire a identificare come “manichini” le vittime a terra per il fatto che non si vedono capezzoli e ombelichi. Avrà la supervista, lui e i coautori del video (i fratelli Marcianò, Mario Quaranta e Maurizio Blondet) che riescono a riconoscere in una marea di pixel se c’era un capezzolo o meno (forse si aspettava di vedere due seni prosperosi con capezzoli enormi come le bambole gonfiabili che usano sui palchi dei politici).

Del resto di chi stiamo parlando? Di persone che nonostante ci siano delle vittime e ci siano delle famiglie distrutte vivono nel loro mondo in cui tutto è falso e danno del “coglione” come difesa:

risposte-intelligenti

Utente: “Ditelo ai parenti delle vittime che i loro cari erano dei manichini, però diteglielo in faccia, sciacalli schifosi.”

Tommix: “coglione, è con te stesso che devi saper parlare, non con i parenti che ti offre il mainstream! 10 volte coglione”

L’unica “prova”: il suo matrimonio con una israeliana

Eccoci arrivati, ovviamente è sempre colpa di Israele, sono gli ebrei, i sionisti, sempre loro! Vero? Per carità, quando avevo letto l’articolo di Blondet mi erano “cadute le braccia”, dopo il video di Tosatto c’era il rischio che cascasse qualcos’altro. Drogo nel suo articolo aveva scritto già tutto:

Secondo Maurizio Blondet la Wilf è stata deputata del partito di Benjamin Netanyahu. Ma si sbaglia perché il premier israeliano è membro del Likud, mentre la Wilf è stata membro del partito laburista HaAvoda (ovvero il partito di Yitzhak Rabin, Shimon Peres e Ehud Barak) e successivamente di Ha’Atzma’ut – Indipendenza – il partito nato da una scissione del partito laburista guidata da Barak. Coincidenza delle coincidenze l’attacco di Monaco ha avuto luogo il giorno del settantaduesimo anniversario dell’attentato portato a compimento da un’organizzazione sionista in lotta contro il dominio britannico in Palestina all’Hotel King David di Gerusalemme il 22 luglio 1946. Certo, c’è anche il fatto che l’assassino di Monaco pare avesse in mente più la strage di Utoya del 22 luglio 2011 fatta dal neonazista norvegese Anders Breivik che un oscuro evento storico avvenuto più di cinquantanni prima della sua nascita.

In Rete si stanno divertendo, ora qualcuno ritiene che vi sia una coincidenza tra il giornalista tedesco e Bruce Caitlyn Jenner:

Le "coincidenze" ironiche
Le “coincidenze” ironiche

David Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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