Disinformazione: Equitalia pignora cani e gatti

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Mi chiedono di chiarire la questione Equitalia e il probabile pignoramento dei cani. Vi prego di leggere con attenzione, perché potreste rimanere sorpresi.

Il sito segnalato è Stopeuro, articolo del 27 giugno 2014 dal titolo: “L’ultima di Equitalia: pignorabili anche i cani!“. Siamo nel 2014, ma la fonte è il Blog di Margherita d’Amico su Repubblica e l’articolo è del 17 aprile 2013. Le date sono importanti, vi spiegherò il perché.

Dal sito RaiNews viene pubblicato un articolo dal titolo “Equitalia: ora anche i cani vanno all’asta”, con data di pubblicazione 28 giugno 2014. Nell’articolo leggiamo:

A confermarlo un ufficiale giudiziario intervistato nella trasmissione Ballarò del 16 aprile: “Si possono pignorare anche i cani” aveva detto.

Avete notato le date? Siti come Stopeuro citano il fatto il 27 giugno, RaiNews rimbalza a modo suo il 28 giugno (il giorno dopo) citando la puntata “incriminata” del 16 aprile. Ma di che anno? Del 2013, ma RaiNews non fa una ricerca, rimbalza le notizie che circolano in Rete e basta. L’autore dell’articolo poteva vedere il sito “madre” della Rai, consultare l’archivio delle puntate del programma condotto da Floris e capire che il 16 aprile 2014 Ballarò non è andata in onda (se si scrive “16 aprile” senza alcun riferimento all’anno si pensa in automatico che sia una data relativa all’anno corrente). Il 16 aprile 2014 Rai3 ha trasmessoChi l’ha visto?“. Appunto! Chi l’ha vista questa puntata? Sembra che anche Fanpage l’abbia vista, forse in streaming.

Torniamo alla vera puntata di Ballarò trasmessa il 16 aprile 2013, che potete vedere per intero sul sito della Rai. Il servizio lo trovate negli Highlights, dal titolo “Pignorare“, a cura di Emanuela Giovannini. Per facilitarvi, ecco il link diretto al video.

L’ufficiale giudiziario, che compare in tutti gli articoli online che denunciano lo scandalo, è Carmine Tarquini. Che cosa ha detto?

Giornalista Rai: “Che cosa non potete pignorare?”
Carmine Tarquini: “Se si trova un metallo prezioso, oro, piuttosto che denaro è chiaro che va preferito. Poi vengono i mobili, gli arredi, i quadri…sono pignorabili, ad esempio, gli animali”.
Giornalista Rai: “Anche un cane?”.
Carmine Tarquini: “Anche un cane”.

Calma e sangue freddo. Trovo sul sito Ufficialigiudiziari.net un riferimento alla puntata di Ballarò, dove riportano un’email inviata alla redazione di Ballarò dopo il servizio del 16 Aprile 2013 da parte dello stesso Carmine Tarquini, il quale precisa e chiede un chiarimento da parte della giornalista e di Ballarò:

Rispondendo alla domanda se fossero pignorabili anche i cani, facevo presente che il nostro ordinamento ne prevede la pignorabilità.
Precisavo, tuttavia, ma questo non è stato trasmesso, di non aver mai pignorato un cane.
Ho sentito utile richiamare tale previsione del codice del 1942, non da tutti conosciuta, perché speravo che, proprio in ragione della relazione affettiva che viene ad instaurarsi con gli animali domestici, si aprisse un dibattito per modificare un assetto normativo incompatibile con la necessaria tutela che ad essi va riconosciuta.
Purtroppo, ho dovuto constatare l’assenza di qualunque considerazione nel corso della trasmissione, mentre devo registrare improprie reazioni esterne che confondono l’azione dell’ufficiale giudiziario con la previsione della legge, facendone scaturire una gratuita quanto ingiustificata denigrazione per chi tanto aveva doverosamente riferito.
Ritengo necessario che Lei si faccia portavoce, nella prossima puntata di Ballarò, della sensibilità di chi scrive e degli ufficiali giudiziari che da tempo suggeriscono, inascoltati, la necessità di una modifica della legge che preveda, al pari di altri ordinamenti, “la impignorabilità degli animali domestici non tenuti a scopo patrimoniale o lucrativo“.
Confido in un Suo intervento volto a ripristinare le condizioni di una corretta, doverosa, informazione.

Insomma, a quanto pare a Ballarò c’è stato un taglia e cuci, dove hanno tagliato le precisazioni e hanno, sicuramente, alzato l’attenzione contro gli ufficiali giudiziari che, “brutti e cattivi“, pignorano anche i cani (e perché no, anche i gatti).

Facciamo un passo indietro (ricordatevi le date). Il 23 giugno 2014, data precedente agli articoli pubblicati su Stopeuro e RaiNews, l’ex ministro Brambilla attacca Equitalia contro il pignoramento degli animali da compagnia. L’articolo pubblicato su Il Giornale, a firma Oscar Grazioni, introduce la questione in maniera molto vaga, scrivendo “Non molto tempo addietro, durante un talk show politico”. Sicuramente si riferiva alla puntata di Ballarò del 2013, ma cosa costava dire la fonte? Il giornalista cita un fatto, ma anche questo vago, privo di date e informazioni utili per capire il contesto:

Ne fa fede l’episodio, avvenuto non molto tempo fa, di cuccioli di cane sequestrati e messi all’asta dalla Guardia di Finanza.

Ho cercato qualche notizia a riguardo, trovandone una sul sito di Repubblica nell’edizione milanese. E’ una galleria di immagini, che documentano l’asta giudiziaria di una Mountain Bike e due labrador pignorati.

Erano parte del lotto 828/12/ES insieme con una mountain bike e sarebbero dovuti andare all’asta il 24 febbraio, secondo quanto si leggeva fino a qualche giorno fa sul sito dell’Istituto vendite giudiziarie per il tribunale di Brescia (come documentano queste immagini): due cani labrador hanno rischiato di essere venduti al miglior offerente perché pignorati ai padroni.

Ricordate cosa diceva l’ufficiale giudiziario nell’email inviata a Ballarò? Esiste un vuoto legislativo dovuto anche al fattore linguistico dell’italiano. Ce lo spiega l’avvocato Marcello Russo nel sito Laleggepertutti.it.

La legge [1] prevede la pignorabilità di tutte le cose mobili, fatta eccezione per quelle assolutamente impignorabili (come, ad esempio, cose sacre, anello nuziale, decorazioni al valore), quelle relativamente impignorabili (come, ad esempio, gli strumenti essenziali per il lavoro) e quelle pignorabili in particolari circostanze di tempo (come i frutti nelle ultime sei settimane anteriori alla maturazione). Gli animali domestici non sono inclusi in queste categorie.

[…]

Pur ritenendo fondata la tesi della impignorabilità, sembra che essa vada sostenuta con altri argomenti. Infatti il cane, secondo la lingua italiana, è una cosa e può bene avere un suo valore economico, specie se sano e funzionale a particolari servizi come caccia, ricerca di tartufi, guida di non vedenti, salvataggio in mare, guardia e simili.

[…]

Ciò significa che non tutte le “cose”, in senso letterale, sono pignorabili bensì solo quelle che possono essere assegnate ai creditori o vendute secondo le finalità del procedimento di esecuzione. Infatti l’esecuzione forzata  è volta a colpire il patrimonio del debitore, non i sentimenti e gli affetti suoi e degli “animali senzienti” senza trasformarsi in una indebita pressione morale. Infatti è principio pacifico quello per cui le obbligazioni hanno carattere patrimoniale [27-art. 1174 cod. civ] e dell’inadempienza  si risponde con il patrimonio. Non  si risponde con i rapporti affettivi, tanto meno ne risponde l’animale titolare di una sua soggettività e di sentimenti che gli appartengono e sono inalienabili.

Il problema sollevato dall’ufficiale giudiziario Carmine Tarquini è corretto: è necessaria “una modifica della legge che preveda, al pari di altri ordinamenti, la impignorabilità degli animali domestici non tenuti a scopo patrimoniale o lucrativo”.

Fino ad ora, in termini di impignorabilità, ho trovato solo un riferimento ad un disegno di legge, N. 1392 della Legislatura 16ª (Governo Berlusconi, 2008) a firma della senatrice Chiaromonte (Partito Democratico), nel quale si richiede un aggiunta al titolo XIV del primo libro del Codice Civile il seguente articolo:

Art. 455-sexies. – (Disposizioni sul pignoramento). – Gli animali familiari sono impignorabili e non possono essere messi all’asta giudiziaria. Lo scopo patrimoniale o lucrativo dovrà risultare esclusivamente da idonea ed attendibile documentazione fornita dal creditore istante all’ufficiale giudiziario all’atto della richiesta del pignoramento o da univoca documentazione altrimenti reperita dall’ufficiale giudiziario nei luoghi di pertinenza del debitore esecutato in sede di pignoramento.

Ricordo che un disegno di legge non ha valore di legge, è soltanto una proposta e quindi equivale a carta straccia fino a quando non viene approvata da entrambi i rami del Parlamento. Cosa che non è successa, infatti è possibile verificare il contenuto del titolo XIV del primo libro del Codice Civile che dopo l’articolo 455 non è presente alcun riferimento all’impignorabilità degli animali domestici (potete cercare su Altalex e su Diritto24.IlSole24ore).

Mi dispiace che in certi Forum di discussione mettano articoli di legge senza citare il nome della legge, il numero e l’anno, ma solo l’articolo interessato. Nel caso della discussione linkata qui sopra, l’utente “Marco Gavio Apicio” cita l’articolo 92 di qualche legge per rassicurare un altro utente sulla impignorabilità degli animali domestici:

Art. 92
4. Beni impignorabili
1 Sono impignorabili:
1.1 gli oggetti destinati all’uso personale del debitore o della sua famiglia, quali abiti, effetti personali, utensili, utensili di casa, mobili o altri oggetti, in quanto indispensabili a garantire una qualità minima di vita;
1a.2 gli animali domestici non tenuti a scopo patrimoniale o lucrativo;

Peccato che la legge citata sia una legge federale Svizzera.

Conclusioni

Nel titolo avevo scritto “disinformazione”. Si, ce n’è.

  1. In Rete molti siti sostengono l’impossibilità di pignorare gli animali, citando anche articoli di legge che, purtroppo, o sono stranieri o sono Disegni di legge.
  2. Negli articoli pubblicati dai vari Il Giornale, RaiNews e compagnia, non è chiara la questione della puntata di Ballarò “incriminata”, creando un allarmismo inutile siccome questo argomento è vecchio e discusso da anni.
  3. Ballarò non avrebbe trasmesso alcune dichiarazioni, utili a mio parere, dell’ufficiale giudiziario intervistato, creando un vuoto informativo.
  4. Il Giornale, in fondo al suo articolo, ritiene erroneamente che al codice civile l’articolo 2911 bis metterebbe al riparo tutti gli animali dal pignoramento e dall’asta giudiziaria.

Per quanto mi dispiaccia, e per quanto non mi piaccia per niente Equitalia, devo dire che effettivamente è possibile pignorare anche gli animali domestici (cani, gatti, anche maiali se si hanno come animali domestici). Certo che se si trattasse di un animale di razza indefinita, quindi non di valore, la cosa decaderebbe.

Tutto questo sarà a “norma di legge” finché non verrà colmato il vuoto legislativo.

In merito alle dichiarazioni della Brambilla, se era davvero una così accesa sostenitrice e amante degli animali, poteva pensarci quando era al Governo, anche perché i fatti di pignoramento degli animali domestici è operativa da prima e durante il suo insediamento.

David Tyto Puente

Nato a Merida (Venezuela), vive in Italia dall'età di 7 anni. Laureato presso l'Università degli Studi di Udine, opera nel campo della comunicazione e della programmazione web.
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